• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 29 Luglio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Dai vicoli di Napoli al teatro di Eduardo: ‘O Munaciell

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
16 Maggio, 2015
in Da Sud a Sud, In evidenza
0
Dai vicoli di Napoli al teatro di Eduardo: ‘O Munaciell
Share on FacebookShare on Twitter

monaciello1-2

ADVERTISEMENT

‘O munaciell: a chi arricchisce e a chi appezzentisce

Storia, leggenda, mito, credenze popolari e verità celate, questo è da sempre, l’alone di mistero che circonda una delle figure più inquietanti di Napoli: ‘O Munaciell.

Lo spiritello leggendario che il folklore partenopeo identifica col nome di munaciell, è un personaggio imprevedibile e dalle strane abitudini, dal carattere volubile che alterna generosità o cattiveria, a seconda della simpatia che prova o meno nei confronti degli abitanti della casa che ha preso di mira.

La leggenda del munaciello ha origini plurisecolari e le tesi più accreditate sono due:

La prima, quella storica risalente al 1445, racconta di una relazione sentimentale, tra Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di panni, ed il garzone Stefano Mariconda.

Fortemente contrastata soprattutto dalla famiglia di lei, la coppia ricorreva ad incontri clandestini durante la notte, cui il giovane garzone si recava percorrendo un pericoloso sentiero sui tetti di Napoli. Fu proprio nel corso di una di queste camminate che Stefano fu assalito e gettato nel vuoto, sotto gli occhi della fidanzata. Dopo che la salma del giovane fu inumata, Caterinella, in stato interessante, chiese ed ottenne di rinchiudersi in un convento della zona, dove diede alla luce un bambino piccolo e deforme.

Le condizioni del neonato non mutarono con la crescita e la madre per nascondere le deformità, prese a vestirlo con un abitomunaciello1 bianco e nero da monaco.

Questo fu lo spunto, all’origine del nomignolo munaciello attribuitogli dal popolo.

Il bambino era deriso da tutti, soprattutto dai parenti materni. Mai alcun sorriso toccò le sue labbra, ma solo tanta tristezza, tanta malinconia. Ben presto si diffuse l’idea che il munaciello avesse in sé qualcosa di magico, di sovrannaturale. Quando lo si incontrava, la gente si segnava e mormorava parole di scongiuro.

Si diffuse soprattutto una particolare credenza: se il munaciello portava il cappuccio rosso, dono della madre, buone notizie erano in arrivo; se il cappuccio stesso era nero, tremende sciagure erano in agguato. Al munaciello vennero attribuite tutte le disgrazie di quegli anni e contro di lui si commisero persino le cattiverie più atroci.

Fino a quando, una notte, il munaciello scomparve, forse ucciso da un membro della famiglia Trezza.

Ma la storia non si conclude con la sua morte. Il munaciello, ancora oggi, si aggirerebbe per le strade e per i vicoli, allo scopo di vendicarsi delle angherie subite. Molti giurano di averlo visto e di aver subito i suoi scherzi e i suoi dispetti. I napoletani gli attribuiscono piccoli incidenti domestici, nonché i propri vizi e le proprie debolezze. Uno spiritello bizzarro, un piccolo diavolo che s’insedia nelle case dei napoletani, temuto e rispettato.

Tunnel-Borbonico-NapoliLa seconda tesi, la cui connotazione ambigua e promiscua, fu tanto gradita dalle capere di Napoli, associa il mito del munaciello, alla figura inquietante del Pozzaro. 

Il pozzaro era l’antico gestore dei pozzi d’acqua presenti nei sotterranei di Napoli, che servivano a portare l’acqua nelle case attraverso delle botole, da cui si calava un secchio. Il gestore dei pozzi, per poter spostarsi facilmente nei sotterranei, doveva avere un corpo minuto e una statura alquanto bassa, cosa che gli permetteva anche di infilarsi agevolmente, proprio in quelle botole ed entrare indisturbato nelle abitazioni.

La leggenda vuole che quando i proprietari delle case, ritardavano il pagamento dei suoi servizi, il munaciello si vendicasse facendo sparire oggetti che lo interessavano o – ed è proprio questa la parte della storia, tanto cara alle capere – allacciando rapporti intimi con la “signora”.

In questi casi, la vendetta assumeva la valenza di oltraggio, perchè invece di farsi pagare, il munaciello lasciava monete o oggetti di valore nelle abitazioni dove prestava i propri “servizi”. La leggenda vuole ancora che spesso, il marito facesse finta di non sapere, compiacendosi di quella fortuna inaspettata piovuta dal cielo.

Proprio su questa parte della leggenda, il grande Eduardo scrisse una delle più belle e famose commedie: Questi fantasmi.Questi_fantasmi

La versione televisiva di tale lavoro, è ambientata a Palazzo Sansevero, storica residenza dell’enigmatico principe Raimondo de Sangro di Sansevero e uno dei luoghi più discussi a proposito di presenze spiritiche.

La storia tratta di un tale Pasquale Lojacono, interpretato proprio da Eduardo, che decide un giorno di prendere in affitto un appartamento a Napoli. Una casa di ben 18 stanze, sulla quale girano voci di presunti fantasmi. Fantasmi che sembrano prenderlo in simpatia.

Non passa giorno infatti senza che Pasquale non trovi qualcosa di nuovo in casa, un mobile, un oggetto, persino soldi, nei cassetti e in particolare nella giacca del pigiama. Ma sua moglie, Maria, non pare affatto contenta di tutto questo. La vera fonte dei loro guadagni è infatti Alfredo, l’amante di Maria, il quale non sopportando la situazione in cui la lascia vivere Pasquale, provvede sia a lei che, di conseguenza, anche a lui. Una sorta quindi di “munaciello” sotto altre sembianze.

Abile e geniale fu Eduardo, nel far rimanere impresso nel pubblico il dubbio se Pasquale ignorasse o fingesse di ignorare, approfittandone, la realtà dei fatti.

Secondo la tradizione, il munaciello infesterebbe ancor oggi alcune zone di Napoli e della provincia omonima.

Il munaciello di Sant’Eframo: Secondo la testimonianza del capo-reparto all’acquedotto di Napoli, lo spirito infesterebbe una casa, che per l’appunto è molto temuta: “dovendo andare a misurare l’acqua bussai a quell’abitazione e mi aprì una persona bassa, piccola di statura – Cosa volete? – mi fece – Devo vedere il contatore dell’acqua – risposi io. Passarono circa trenta secondi, quell’omino diventò un gigante!”

Il munaciello di Secondigliano: La leggenda narra che una signora una volta aprì un cassetto, con l’intento di preparare la cena, e vide una scia luminosa. Ignorando l’evento, preparò la cena e andò a dormire. Il giorno successivo, sempre preparando la cena, le apparve un ratto; la signora, ignara di quanto sarebbe avvenuto dopo, collocò l’animale in un vaso, coprendolo con una piantina. Il topo si rivelò essere il munaciello, poiché la piantina si sollevò e scappò velocemente.

Il munaciello di piazza Garibaldi: Secondo una vecchia cronaca, moltissimi anni fa, a piazza Garibaldi (presso la stazione Centrale) abitava una giovane vedova con i figli. Seppur vivendo di stenti, la donna veniva spesso aiutata dal munaciello, che la trattava sempre con rispetto e cortesia. Commosso dalla forza e dalle lacrime della vedova, lo spirito decise quindi di darle una mano. La donna cominciò quindi a trovare denaro nei posti più disparati dell’appartamento. Il fratello, venuto a conoscenza del fatto, si giocò al lotto i numeri 14 (i soldi), 15 (la meraviglia) e 1 (il fantasma). Centrò un terno alla ruota di Napoli e con il ricavato della vincita acquistò un fabbricato ubicato su corso Umberto I, attualmente adibito ad albergo.

Il munaciello del centro storico: Una nota leggenda vede scontrarsi uno spiritello piuttosto irascibile. con un giovane studente di filosofia. L’abitazione da tempo disabitata proprio per le voci che giravano, fu presa in affitto dallo studente per pochi soldi. Il munaciello, dopo pochi mesi, iniziò a sottolineare la sua presenza. Dapprima iniziò a produrre rumori improvvisi e a far sparire oggetti, poi lasciò cadere la mensola della cucina, sulla quale erano posti i piatti e le porcellane e infine, roso dall’arrogante strafottenza dello studente, lo spiritello diede sfogo alla sua frustrazione, facendo con piatti, pentole, coperchi e tutto ciò che gli capitasse tra le mani un frastuono tanto rumoroso che era udibile addirittura a chilometri di distanza. Il ragazzo, spavaldo, continuò a dormire. Stanco e provato, lo spirito riconobbe la sconfitta, riuscendo a far promettere comunque al giovane di non rivelare mai a nessuno quanto visto: “Vedrai che non te ne pentirai!”.  Il munaciello mantenne la promessa, tanto che il giovane divenne poi ricco e famoso.

Anche Matilde Serao, al corrente della credibilità che gode il munaciello nel centro storico, nel suo libro Il ventre di Napoli, asserisce che “una bellissima palazzina”, ubicata in piena Napoli, in Salita Santa Teresa, non è stata mai presa in affitto, poiché abitata dagli spiriti.

Il munaciello di Castellammare di Stabia: Anche qui, lo spirito ha rivestito notevole importanza. Basti pensare che gli è stata intitolata una strada, Via Monaciello, ubicata nella zona cittadina rivolta a monte, nei pressi dell’antico terziero di Scanzano. Questa denominazione fu data per voce pubblica, poiché si dice che in tale luogo (fino agli anni cinquanta), approfittando del calar della notte, sovente appariva il munaciello che con calci e percosse aggrediva e molestava il malcapitato di passaggio.

Tags: . napoliEduardoleggendaMunaciell
ADVERTISEMENT
Prec.

Notte dei musei: sabato sera napoletano all’insegna della cultura

Succ.

Ancora bufera sulla “Buona scuola”

Può interessarti

Quanto caldo si può sopportare senza rischiare danni alla salute?
Da Sud a Sud

Protezione Civile Campania, da giovedì 30 luglio torna il grande caldo: nuova ondata di calore per 72 ore

29 Luglio, 2026
Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione
Cronaca

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione

29 Luglio, 2026
Napoli, percorsi di sostegno personalizzati per le vittime di violenza: protocollo tra Carabinieri e CO.TU.LEVI.
Da Sud a Sud

Napoli, percorsi di sostegno personalizzati per le vittime di violenza: protocollo tra Carabinieri e CO.TU.LEVI.

29 Luglio, 2026
Gli allenatori che hanno fatto la storia del Napoli: da Bruno Pesaola ad Antonio Conte
Da Sud a Sud

Gli allenatori che hanno fatto la storia del Napoli: da Bruno Pesaola ad Antonio Conte

29 Luglio, 2026
I presidenti del Napoli: da Giorgio Ascarelli ad Aurelio De Laurentiis, un secolo di storia azzurra
Da Sud a Sud

I presidenti del Napoli: da Giorgio Ascarelli ad Aurelio De Laurentiis, un secolo di storia azzurra

28 Luglio, 2026
Dal fallimento del 2004 alla rinascita: il miracolo sportivo del Napoli
Da Sud a Sud

Dal fallimento del 2004 alla rinascita: il miracolo sportivo del Napoli

28 Luglio, 2026
Succ.
Ancora bufera sulla “Buona scuola”

Ancora bufera sulla "Buona scuola"

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Attentato e minacce anche a Don Patriciello e Meloni: giornalista indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato

Attentato e minacce anche a Don Patriciello e Meloni: giornalista indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

La Procura di Vicenza ha iscritto nel registro degli indagati Adriano Cappellari, giovane collaboratore di un settimanale di Enego (Vicenza),...

Quanto caldo si può sopportare senza rischiare danni alla salute?

Protezione Civile Campania, da giovedì 30 luglio torna il grande caldo: nuova ondata di calore per 72 ore

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

La tregua è già finita. Da domani, giovedì 30 luglio, la Campania dovrà fare nuovamente i conti con un'intensa ondata...

Partite Iva: arriva la cassa integrazione per i lavoratori autonomi

Reddito di Inclusione Campania: come funziona, chi può richiederlo e quali sono i requisiti

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Il Reddito di Inclusione della Regione Campania rappresenta una misura di sostegno economico pensata per aiutare le famiglie in condizioni...

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione

di Luciana Esposito
29 Luglio, 2026
0

Ci sono episodi di cronaca che durano il tempo di un titolo e poi ce ne sono altri che, pur...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?