La tragedia si è consumata il 13 ottobre nella struttura I.FL.HAN di Monterusciello. Disposta l’autopsia sul corpo del giovane, cresciuto a Qualiano. La famiglia vuole capire come sia avvenuta la caduta e quali misure di sorveglianza fossero garantite.
Un ragazzo di 24 anni, autistico, è morto dopo essere precipitato dal terrazzo di una struttura di riabilitazione psichiatrica a Monterusciello, quartiere di Pozzuoli. Si chiamava Roslan, era originario dell’Ucraina e viveva a Qualiano, dove era arrivato quando aveva appena tre anni.
La tragedia si è verificata nel pomeriggio di martedì 13 ottobre 2026, all’interno del centro I.FL.HAN. Per il giovane non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i soccorritori, mentre le autorità hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.
La magistratura ha disposto l’autopsia e il sequestro della salma, trasferita per gli esami medico-legali. Saranno gli approfondimenti investigativi e gli esiti dell’esame autoptico a contribuire alla ricostruzione della dinamica.
Al centro della vicenda c’è anche la richiesta della madre, che vuole capire come sia stato possibile che il figlio precipitasse dal terrazzo della struttura nella quale era ospitato e seguito da personale specializzato.
La domanda della madre: «Perché è stato lasciato solo?»
A rappresentare la famiglia è l’avvocato Sergio Pisani, che assiste la donna insieme all’associazione La Battaglia di Andrea, impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Secondo quanto riferito dal legale, il giovane era seguito da terapisti personali sia durante il giorno sia nelle ore notturne. Un elemento che rende necessario approfondire l’organizzazione dell’assistenza e le modalità con cui veniva garantita la sorveglianza.
«La madre del ragazzo autistico si chiede perché il figlio sia stato lasciato solo», ha spiegato Pisani, richiamando l’esigenza di verificare le circostanze in cui si è verificata la caduta.
La richiesta della famiglia riguarda, dunque, non soltanto la ricostruzione degli ultimi momenti di vita del ventiquattrenne, ma anche le condizioni in cui veniva assistito all’interno della struttura.
Occorre accertare quale fosse l’organizzazione del servizio, quali misure di sorveglianza fossero previste e che cosa sia successo nelle fasi immediatamente precedenti alla tragedia.
Al momento, tuttavia, non è possibile affermare che vi siano state omissioni o responsabilità da parte della struttura o degli operatori. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire se emergano eventuali profili di responsabilità.
La dinamica della caduta ancora da chiarire
Le prime ricostruzioni giornalistiche hanno riportato ipotesi differenti sulle circostanze dell’accaduto. In alcune fonti viene indicata la possibilità di un gesto volontario, mentre altre riferiscono una prima ipotesi di incidente.
Non è quindi possibile considerare già accertata la dinamica della morte. L’autopsia e gli ulteriori accertamenti dovranno contribuire a chiarire le cause del decesso e a verificare gli elementi raccolti dagli investigatori.
Anche la sequenza degli eventi che ha preceduto la caduta resta un punto fondamentale. Ricostruirla significa comprendere dove si trovasse il giovane, quali fossero le condizioni di assistenza in quel momento e se tutte le procedure previste fossero state rispettate.
È su questi aspetti che si concentra la richiesta della madre, intenzionata a ottenere risposte documentate sulla morte del figlio.
Il ruolo dell’associazione La Battaglia di Andrea
Accanto alla famiglia è intervenuta l’associazione La Battaglia di Andrea, da anni impegnata nelle battaglie per i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari.
Il coinvolgimento dell’associazione e del legale punta a garantire che gli aspetti della vicenda siano esaminati con attenzione e che la famiglia possa seguire il percorso degli accertamenti.
La morte di Roslan pone interrogativi delicati sul tema dell’assistenza alle persone con disabilità all’interno delle strutture sanitarie e riabilitative. Ogni situazione richiede una valutazione specifica, legata alle esigenze della persona, al progetto assistenziale e alle misure di sicurezza effettivamente necessarie.
Per questo sarà importante verificare non soltanto la dinamica della caduta, ma anche il contesto nel quale è avvenuta, evitando conclusioni premature.
Assistenza e sicurezza: una questione che riguarda le famiglie
Quando una persona viene affidata a una struttura di cura e riabilitazione, la famiglia si aspetta che vengano garantite le prestazioni assistenziali previste e le misure di protezione adeguate alle sue necessità.
La vicenda di Pozzuoli riporta al centro il rapporto di fiducia tra familiari e strutture, ma anche la necessità di controlli e procedure capaci di tutelare le persone che necessitano di assistenza.
Non basta, tuttavia, che una tragedia sollevi interrogativi per poter individuare automaticamente responsabilità. Occorre ricostruire i fatti, esaminare la documentazione, verificare le procedure adottate e ascoltare le persone coinvolte.
La madre di Roslan chiede che questo percorso venga compiuto fino in fondo. L’autopsia rappresenta un primo passaggio, mentre gli ulteriori accertamenti dovranno chiarire le circostanze della caduta e verificare ogni elemento rilevante.










