Il 13 ottobre, a Roma, la prima assoluta dell’opera dedicata al Sindaco Pescatore. Dario e Massimo Vassallo: «Non vogliamo raccontare soltanto la sua morte. Vogliamo raccontare l’uomo, il pescatore, il sindaco e la sua idea di politica. E continuare a porre quella domanda: PERCHÉ?»
Dopo sedici anni di memoria, domande e ricerca della verità, la storia di Angelo Vassallo arriva alla Camera dei Deputati attraverso il cinema. Si intitola «PERCHÉ?» il docufilm dedicato al Sindaco Pescatore di Pollica, nato da un’idea dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore.
La prima assoluta è in programma martedì 13 ottobre 2026, alle ore 15.30, nella Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, a Palazzo Theodoli-Bianchelli, in piazza del Parlamento 19, a Roma. Le riprese e il montaggio sono affidati a Giuseppe Falagario.
Una scelta, quella di presentare il film in una sede istituzionale, che i promotori considerano significativa: la vicenda di Angelo Vassallo, sottolineano, non riguarda soltanto la sua famiglia e il Cilento, ma l’intero Paese.
Raccontare la vita, non soltanto la morte
Il progetto nasce dalla volontà di restituire una visione più ampia della figura del Sindaco Pescatore, senza fermarsi alla notte in cui venne assassinato. Al centro del racconto ci saranno il suo rapporto con il mare, il lavoro da pescatore, il legame con Pollica e Acciaroli, l’esperienza amministrativa e l’idea di politica che aveva scelto di mettere al servizio della comunità.
«Abbiamo scelto il cinema perché volevamo raccontare Angelo in una maniera diversa – afferma Dario Vassallo –. Non volevamo realizzare l’ennesimo racconto che partisse dalla sua morte. Volevamo partire dalla sua vita. Angelo era un pescatore, era un uomo, era un sindaco. Era una persona che aveva scelto di fare politica con passione, con coraggio e mettendosi al servizio della propria comunità».
Un ritratto che punta a far conoscere anche alle nuove generazioni l’amministratore e l’uomo dietro il nome diventato simbolo di un impegno pubblico radicato nel territorio.
«Perché?», una domanda che dura da sedici anni
Il titolo del docufilm racchiude l’interrogativo che accompagna la famiglia Vassallo dalla sera del 5 settembre 2010, quando Angelo venne ucciso.
«“PERCHÉ?” è una domanda che ci accompagna da sedici anni – continua Dario Vassallo –. Una domanda che non abbiamo mai smesso di porre e che continueremo a porre. Perché hanno ucciso Angelo? Perché è stato ucciso un uomo che aveva dedicato la propria vita al territorio, alla sua comunità e a un’idea precisa di amministrazione? Noi non vogliamo che questa domanda venga dimenticata».
Il docufilm si propone così di tenere insieme due dimensioni: la ricostruzione della vita e dell’impegno del Sindaco Pescatore e la richiesta di fare piena luce sul suo assassinio. Un’esigenza che la Fondazione continua a rivendicare a distanza di anni.
Un messaggio rivolto ai giovani
Per Massimo Vassallo, raccontare Angelo significa soprattutto trasmettere il senso del suo impegno e della responsabilità assunta nei confronti della comunità.
«Angelo non può essere ricordato soltanto per il modo in cui è morto – sottolinea il vicepresidente della Fondazione –. Angelo deve essere conosciuto per il modo in cui ha vissuto. Era un pescatore e conosceva il valore della fatica. Era un amministratore e conosceva il valore della responsabilità. Era un uomo profondamente legato alla propria terra e aveva una visione precisa del territorio e del ruolo delle istituzioni».
Il progetto guarda in particolare alle nuove generazioni: «Vogliamo consegnare ai giovani una storia vera, quella di un uomo che ha scelto di impegnarsi per la propria comunità. Vogliamo far capire che la politica può essere anche passione, servizio, responsabilità e amore per il territorio. Questo è ciò che Angelo ci ha lasciato e questo è ciò che vogliamo raccontare».
La richiesta di verità e giustizia
Accanto alla memoria e al racconto della vita di Vassallo, resta centrale la richiesta di verità sull’omicidio e sul ruolo delle istituzioni.
«Noi continuiamo a chiedere verità e giustizia – affermano Dario e Massimo Vassallo –. E diciamo una cosa molto semplice: in questo processo lo Stato faccia lo Stato. Noi non chiediamo favori, non chiediamo scorciatoie e non chiediamo privilegi. Chiediamo che le istituzioni facciano fino in fondo il proprio dovere e che si arrivi alla verità sull’assassinio di Angelo».
Una richiesta che, per la Fondazione, non può esaurirsi nelle ricorrenze e nelle cerimonie commemorative.
«Non basta ricordare Angelo. Non basta una corona, non basta una cerimonia, non basta pronunciare il suo nome una volta all’anno. La memoria deve camminare insieme alla verità e alla giustizia – ribadisce Dario Vassallo –. Per questo continuiamo a porre quella domanda: PERCHÉ? E continueremo a farlo finché non avremo una risposta».
La prima alla Camera dei Deputati
Portare «PERCHÉ?» alla Camera significa, nelle intenzioni dei fratelli Vassallo, collocare la storia del Sindaco Pescatore nel luogo delle istituzioni in cui lui stesso aveva creduto.
«Portare “PERCHÉ?” dentro un luogo delle istituzioni significa riportare Angelo nel luogo nel quale lui ha sempre creduto: quello delle istituzioni al servizio dei cittadini – affermano Dario e Massimo Vassallo –. Angelo era un sindaco, ma prima ancora era un cittadino che aveva scelto di assumersi una responsabilità. Per questo abbiamo voluto che la prima del film avvenisse a Roma».
Il 13 ottobre il docufilm porterà dunque sullo schermo non soltanto la storia di un omicidio, ma quella di un uomo, del suo lavoro e della sua idea di amministrazione. E lascerà aperta la domanda che da sedici anni accompagna la sua vicenda.
Perché Angelo Vassallo è stato ucciso?











