Si sarebbe presentato come una guida, avrebbe approfittato del proprio ruolo di custode e avrebbe condotto un turista minorenne all’interno di una Domus chiusa al pubblico. È lì, secondo la ricostruzione degli investigatori, che si sarebbe consumato l’abuso.
Un custode degli Scavi archeologici di Pompei è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di un turista minorenne.
La misura cautelare è stata eseguita dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata.
La vittima è un ragazzo minorenne che si trovava a Pompei da turista.
La finta guida
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il custode avrebbe avvicinato il giovane all’interno dell’area archeologica.
Avrebbe quindi sfruttato la propria posizione e si sarebbe finto una guida turistica, proponendosi di accompagnarlo alla scoperta di una parte degli Scavi non accessibile ai visitatori.
Il ragazzo sarebbe stato così condotto all’interno di una Domus chiusa al pubblico. Un luogo appartato, lontano dal normale percorso dei visitatori.
Secondo l’accusa, proprio approfittando di quella situazione il custode avrebbe compiuto gli abusi contestati.
L’indagine dopo la denuncia
La vicenda è arrivata all’attenzione degli investigatori dopo la denuncia presentata dalla vittima.
Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti per ricostruire cosa fosse accaduto all’interno degli Scavi e identificare il responsabile.
Un elemento centrale dell’inchiesta è stato proprio il ruolo dell’indagato, che gli avrebbe consentito di muoversi all’interno dell’area archeologica e di accedere a spazi normalmente preclusi ai turisti.
Le indagini hanno permesso di ricostruire la sequenza degli eventi e di raccogliere gli elementi che hanno portato all’adozione della misura cautelare.
Una visita trasformata in un incubo
Il giovane era arrivato a Pompei per visitare uno dei siti archeologici più importanti del mondo.
Una giornata da turista, un’esperienza che avrebbe dovuto essere fatta di storia, archeologia e meraviglia.
Secondo l’accusa, invece, quella visita sarebbe stata trasformata in un’esperienza traumatica proprio da una persona che, per il ruolo ricoperto, avrebbe dovuto garantire sicurezza e rispetto delle regole all’interno del sito.
Il particolare della Domus chiusa al pubblico rende ancora più delicata la ricostruzione investigativa: il ragazzo sarebbe stato portato fuori dai normali percorsi di visita attraverso una falsa proposta di accompagnamento.











