A piazza Tafuri due giovanissimi sorpresi dai Carabinieri mentre danneggiavano uno dei paletti installati dal Comune per impedire il transito dei mezzi nell’area pedonale. «Non pensavamo fosse un reato»: la giustificazione dei ragazzi
Un paletto stradale da sradicare, uno scooter con cui arrivare sul posto e, forse, una foto da pubblicare sui social.
“Una bravata”, secondo loro.
Un gesto che, invece, ha provocato un danno e portato a una denuncia.
Succede a piazza Tafuri, nel quartiere Piscinola di Napoli, dove i Carabinieri hanno denunciato due ragazzi di 14 e 15 anni, sorpresi durante un servizio di controllo mentre tentavano di rimuovere uno dei paletti installati dal Comune per impedire l’accesso dei veicoli all’area pedonale.
Un episodio che racconta qualcosa di più di un semplice atto vandalico: il rapporto sempre più fragile, per una parte dei giovanissimi, con il concetto stesso di regola.
I paletti installati per impedire le scorribande
La piazza è un’area pedonale e, proprio per evitare il passaggio di scooter e motocicli, il Comune aveva installato una serie di paletti stradali.
Nel tempo, però, diversi di questi dispositivi erano spariti, rendendo nuovamente possibile l’accesso dei mezzi.
Un problema tutt’altro che marginale, considerando le segnalazioni relative alle scorribande di ragazzi in sella a scooter e moto.
Il Comune ha quindi provveduto a installare nuovi paletti e, parallelamente, i Carabinieri hanno predisposto un servizio mirato per prevenire nuovi danneggiamenti e furti.
È durante uno di questi controlli che i militari hanno assistito alla scena.
Lo scooter, poi il paletto da sradicare
È notte quando due ragazzi arrivano in piazza Tafuri a bordo di uno scooter.
Si avvicinano a uno dei nuovi paletti e cominciano a tirarlo.
Non cercano particolari precauzioni. Non sembrano preoccuparsi della presenza delle forze dell’ordine nelle immediate vicinanze.
L’obiettivo è rimuoverlo.
I Carabinieri intervengono e bloccano i due giovanissimi di 14 e 15 anni.
Di fronte ai militari, i ragazzi si sarebbero giustificati spiegando che si trattava soltanto di una bravata e che non pensavano che quel gesto potesse configurare un reato.
Una frase che, al di là delle responsabilità che saranno valutate nelle sedi competenti, restituisce un elemento sul quale vale la pena riflettere: la percezione delle conseguenze di un gesto sembra spesso fermarsi al momento in cui quel gesto viene compiuto.
«Solo per farsi due risate»
L’ipotesi è che dietro quel gesto ci fosse anche la ricerca di visibilità sui social.
Una bravata da trasformare in contenuto: il paletto sradicato, una fotografia, una risata, qualche like.
Un meccanismo ormai tutt’altro che raro, nel quale la ricerca dell’approvazione virtuale può trasformare un comportamento trasgressivo in una sorta di prova di coraggio.
Non è stato danneggiato soltanto un elemento di arredo urbano, nel tentativo di rimuovere il paletto, infatti, è stato danneggiato anche il manto stradale.
La denuncia e il conto dei danni
I Carabinieri hanno denunciato i due ragazzi per concorso in danneggiamento aggravato.
Essendo minorenni, la vicenda seguirà il percorso previsto dalla legge per i procedimenti a carico di minori.
Sul piano economico, invece, il danno dovrà essere riparato e, secondo quanto riferito, saranno i genitori dei ragazzi a doverne sostenere il costo.
Una conseguenza concreta di quella che, agli occhi dei due adolescenti, era soltanto una bravata.
Quando la regola diventa il bersaglio
Il punto, però, non è soltanto il paletto, ma ciò che quel gesto rappresenta.
Una regola può essere considerata fastidiosa, inutile, persino ridicola, ma sradicarla fisicamente perché impedisce di fare ciò che si vuole significa trasformare il disprezzo per la norma in un gesto concreto.
E quando quel gesto viene compiuto per una fotografia, per una risata o per qualche secondo di notorietà sui social, la domanda riguarda anche il valore che stiamo attribuendo alla visibilità.











