Crack, cobret, eroina e cocaina nascoste tra i rifiuti e nei vani dei contatori elettrici. È il risultato di un servizio di “alto impatto” condotto dai carabinieri della Compagnia Napoli Stella nei quartieri di Scampia e Secondigliano, con controlli concentrati nelle strade, negli edifici e nelle aree comuni dei complessi di edilizia popolare.
Il dato più significativo arriva dalle Case dei Puffi, dove i militari hanno passato al setaccio gli spazi comuni alla ricerca di stupefacenti nascosti e pronti, secondo l’ipotesi investigativa, a essere immessi sul mercato.
Nel corso dell’intervento sono state recuperate complessivamente 252 dosi di droga.
La droga nascosta negli spazi comuni
Il ritrovamento è avvenuto in punti difficilmente riconducibili a un singolo appartamento.
Tra i secchi dell’immondizia e all’interno di alcuni vani destinati ai contatori elettrici, i carabinieri hanno trovato: 50 dosi di crack; 110 dosi di cobret; 78 dosi di eroina e 14 dosi di cocaina.
Un quantitativo suddiviso in singole dosi e nascosto negli spazi comuni, una modalità che rende più difficile attribuire immediatamente la disponibilità della sostanza a una specifica persona.
La droga è stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti previsti.
Le “Case dei Puffi” non sono nuove alle cronache per ritrovamenti di stupefacenti. Già in passato i carabinieri avevano rinvenuto droga nascosta all’interno del complesso di edilizia popolare.
I controlli tra Scampia e Secondigliano
L’operazione rientra in una più ampia attività di controllo del territorio portata avanti dai carabinieri della Compagnia Napoli Stella.
L’obiettivo è quello di verificare non soltanto le abitazioni, ma anche quelle aree comuni che possono trasformarsi in depositi temporanei per la droga: vani tecnici, intercapedini, spazi condominiali e punti difficilmente visibili dall’esterno.
Una strategia che punta a colpire uno degli aspetti più delicati dello spaccio di quartiere: la capacità di nascondere la droga lontano dagli occhi di chi la custodisce.
In questo caso, infatti, le sostanze non sono state trovate addosso a uno spacciatore, ma occultate in luoghi accessibili a più persone.
Denunciata anche una 26enne ai domiciliari
Durante il servizio è stata inoltre denunciata una donna di 26 anni.
I carabinieri l’hanno trovata mentre stava per lasciare la propria abitazione, nonostante fosse sottoposta agli arresti domiciliari.
La posizione della donna è stata quindi contestata nell’ambito dei controlli effettuati sul territorio.
Una periferia sotto pressione
Il sequestro racconta ancora una volta quanto sia articolata la presenza del mercato degli stupefacenti nelle periferie nord di Napoli.
Crack, eroina, cocaina e altre sostanze continuano a trovare spazio attraverso una rete che non necessariamente coincide con le grandi piazze di spaccio conosciute e visibili.
La droga può essere nascosta in un vano elettrico, tra i rifiuti, negli spazi comuni di un edificio.
È proprio questa capacità di mimetizzarsi nel tessuto urbano a rendere difficile il contrasto.
E dietro quelle 252 dosi sequestrate non ci sono soltanto numeri.
Ci sono un mercato, una domanda e una rete di persone che alimentano un’economia criminale capace di insinuarsi negli spazi quotidiani di un quartiere.
Il blitz dei carabinieri ha tolto dalla strada una quantità significativa di stupefacenti. Ma la vera sfida resta quella di impedire che, una volta svuotato un nascondiglio, un altro venga riempito il giorno dopo.










