Due famiglie della Brianza unite da una vacanza e dalla passione per i viaggi. Tra le vittime tre ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Nessun sopravvissuto allo schianto.
Una vacanza sognata, organizzata per scoprire una delle meraviglie più celebri del mondo, si è trasformata in una tragedia. Sono sette gli italiani morti nello schianto di un piccolo aereo turistico precipitato in Perù mentre sorvolava le celebri Linee di Nazca, nel sud del Paese. In totale sono 13 le persone decedute: nessuno dei passeggeri e dell’equipaggio è sopravvissuto.
A bordo del velivolo della compagnia peruviana Aerodiana viaggiavano due famiglie italiane originarie della provincia di Monza e Brianza, partite insieme per un viaggio alla scoperta del sito archeologico patrimonio dell’umanità. L’aereo era decollato dall’aeroporto di Pisco per il sorvolo delle Linee di Nazca, ma poco dopo avrebbe perso i contatti con la torre di controllo prima dello schianto.
Le vittime italiane sono Paolo Gianturco, 59 anni, manager di Deloitte, residente a Monza; Cristina Maria Bianco, 57 anni, moglie di Paolo; i due figli della coppia, Matteo Gianturco, 24 anni; Pietro Gianturco, 18 anni.
e la famiglia Angelucci: Massimo Angelucci, imprenditore nel settore della meccanica; Elena Angelucci, moglie; il figlio Lorenzo Angelucci, 21 anni.
Una tragedia che ha spezzato due famiglie legate da un’amicizia e dalla voglia di condividere un’esperienza unica. Tra le vittime ci sono anche giovani che avevano scelto di vivere un viaggio lontano da casa, alla scoperta di un luogo simbolo della storia e della cultura sudamericana.
Secondo le prime ricostruzioni, il velivolo avrebbe avuto un problema poco dopo il decollo o durante il volo di rientro dal sorvolo turistico. Le autorità peruviane hanno avviato le indagini per chiarire le cause dell’incidente e verificare eventuali problemi tecnici o responsabilità.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio in Italia. La Farnesina ha seguito le procedure di identificazione delle vittime attraverso l’ambasciata italiana a Lima, mentre sono arrivati messaggi di vicinanza alle famiglie anche dalle istituzioni.
Un viaggio nato per ammirare dall’alto un simbolo millenario è finito nel modo più drammatico. Tredici persone hanno perso la vita nel cielo sopra Nazca, lasciando alle loro famiglie il dolore improvviso e irreversibile di una tragedia consumata a migliaia di chilometri da casa.











