Una tragedia che ora è al centro di un’inchiesta della Procura di Nola. Un ginecologo è stato iscritto nel registro degli indagati dopo la denuncia presentata dai genitori di una bambina nata morta in una clinica di Acerra, nel Napoletano. Il provvedimento, spiegano gli inquirenti, rappresenta un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili e garantire il pieno esercizio del diritto di difesa.
La denuncia dei genitori
La vicenda risale allo scorso 13 luglio, quando una donna di 45 anni si è recata nella struttura sanitaria per il parto. Secondo quanto riferito dalla famiglia, fino a pochi giorni prima la gravidanza aveva seguito un decorso regolare.
I genitori sostengono però che l’11 luglio, durante un controllo ecografico effettuato nella clinica, sarebbero emersi segnali di possibile sofferenza fetale. Due giorni dopo, al momento del ricovero per il parto, sarebbe stata riscontrata l’assenza del battito cardiaco della bambina. È stato quindi eseguito un parto cesareo, ma la piccola è venuta alla luce già priva di vita.
Convinti che sia necessario chiarire ogni aspetto della vicenda, il 20 luglio i genitori hanno presentato un esposto ai carabinieri, chiedendo alla magistratura di accertare eventuali responsabilità sanitarie.
Riesumata la salma per l’autopsia
Su disposizione della Procura di Nola, il corpicino della neonata è stato riesumato per consentire lo svolgimento dell’autopsia, esame ritenuto fondamentale per stabilire con precisione le cause della morte e verificare se vi siano eventuali profili di responsabilità. Gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire se il decesso fosse inevitabile oppure se vi fossero elementi clinici che avrebbero richiesto un diverso intervento sanitario.
Secondo quanto riferito dal padre della bambina, ai genitori era stato inizialmente spiegato che la morte fosse stata provocata da uno strangolamento causato dal cordone ombelicale. La famiglia, tuttavia, ritiene che l’ultimo tracciato cardiotocografico evidenziasse segnali di sofferenza fetale che sarebbero stati sottovalutati. Si tratta di circostanze che saranno ora oggetto delle verifiche investigative.
L’inchiesta è alle fasi iniziali
L’iscrizione del medico nel registro degli indagati non costituisce un accertamento di colpevolezza, ma è un passaggio previsto dalla legge quando devono essere eseguiti accertamenti tecnici irripetibili, come l’autopsia.
Saranno gli esiti dell’esame autoptico, insieme alla documentazione clinica e alle consulenze medico-legali disposte dalla Procura, a fornire gli elementi necessari per ricostruire quanto accaduto e stabilire se vi siano responsabilità penali nella morte della bambina.










