Attimi di paura nel pomeriggio di giovedì 18 giugno a Ercolano, dove una palazzina è stata interessata da un improvviso crollo parziale. Il cedimento si è verificato in via Niglio 29, strada che collega il corso Resina alla zona costiera, provocando l’immediato intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Nonostante la gravità dell’episodio, il bilancio finale è fortunatamente positivo: non si registrano vittime né feriti gravi.
Al momento del crollo all’interno dell’edificio si trovavano soltanto due persone: una donna di 79 anni e il figlio di 62 anni. Entrambi sono rimasti bloccati nell’abitazione a causa del cedimento strutturale e dell’accumulo di macerie che ha ostruito le vie di uscita. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha consentito di raggiungerli e di estrarli vivi dai detriti.
I due residenti sono stati affidati al personale sanitario del 118 e trasferiti in ospedale a scopo precauzionale per accertamenti. Le loro condizioni non destano preoccupazione e non avrebbero riportato lesioni gravi.
Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di emergenza. Oltre ai vigili del fuoco, hanno operato gli agenti della polizia municipale di Ercolano e i tecnici comunali incaricati di effettuare le verifiche sulla stabilità dell’immobile e sugli edifici circostanti. Le operazioni si sono concentrate sia sul soccorso alle persone coinvolte sia sulla messa in sicurezza dell’area.
La gravità dell’accaduto ha spinto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a convocare il Centro Coordinamento Soccorsi, organismo che coordina gli interventi in caso di emergenze rilevanti. La situazione è stata monitorata costantemente dalle autorità per tutta la durata delle operazioni.
Al momento non sono ancora note le cause che hanno provocato il cedimento della struttura. Gli uffici tecnici comunali e gli organismi competenti hanno avviato gli accertamenti necessari per stabilire se il crollo sia stato determinato da problemi strutturali, deterioramento dell’edificio o altri fattori.
Secondo alcune ricostruzioni, si tratterebbe di una palazzina unifamiliare composta da due livelli. L’area è stata delimitata e sottoposta a controlli per consentire agli esperti di effettuare tutte le verifiche del caso in condizioni di sicurezza.
«Il crollo parziale della palazzina di via Niglio a Ercolano non può essere considerato un episodio isolato né archiviato come un semplice fatto di cronaca. È l’ennesimo segnale di una fragilità crescente che interessa una parte significativa del patrimonio edilizio dei nostri territori». Lo afferma Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Struttura tecnica nazionale della Protezione civile, commentando il crollo parziale della palazzina di via Niglio avvenuto ieri a Ercolano. «Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un’emergenza lenta e progressiva. La sicurezza degli edifici – continua – non può iniziare dopo il crollo. Da tempo numerosi territori dell’area metropolitana di Napoli stanno lanciando segnali chiari: edifici datati, manutenzioni rinviate, infiltrazioni sottovalutate e controlli troppo spesso episodici».
Secondo Cerbone, casi registrati negli ultimi anni in comuni come Casoria, Arzano, Marano, Afragola, Napoli ed Ercolano evidenziano la necessità di un cambio di approccio. «Occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla cultura della prevenzione. Nei mesi scorsi il Comune di Torre del Greco aveva acceso il dibattito sul tema della sicurezza degli edifici privati attraverso un’ordinanza che prevedeva verifiche sul patrimonio edilizio. Quel provvedimento ha suscitato proteste ed è stato poi ritirato per un vizio di forma, ma poneva una questione che resta attuale: prevenire è un dovere, non una scelta facoltativa».
Per il professionista servono strumenti concreti di monitoraggio. «Occorrono mappature preventive, rilievi speditivi, classificazioni del rischio e verifiche mirate. Non bisogna creare allarmismo, ma costruire conoscenza. Una prima indagine visiva e tecnica, svolta da professionisti qualificati, consentirebbe già di individuare gli edifici che presentano segnali di degrado e le situazioni che richiedono approfondimenti».
Cerbone richiama infine il ruolo di Ordini professionali, Comuni, Protezione civile e uffici tecnici. «La sicurezza del costruito deve diventare una politica pubblica permanente. Quando il degrado di un edificio mette a rischio persone, strade pubbliche e fabbricati vicini, non si tratta più di un problema esclusivamente privato».
«Il crollo di Ercolano, fortunatamente senza vittime, deve essere letto come un avvertimento. Non possiamo continuare a intervenire solo quando le macerie sono già a terra. Il nostro patrimonio edilizio sta invecchiando e la prevenzione non può più essere rinviata».











