La Campania resta in fondo alle classifiche sulla qualità della vita. È il quadro che emerge dalla sesta edizione del rapporto “Qualità della vita dei bambini, dei giovani e degli anziani” realizzato dal Il Sole 24 Ore e presentato al Festival dell’Economia di Trento.
L’indagine, basata su 60 indicatori territoriali suddivisi per fasce generazionali, fotografa ancora una volta un forte divario tra Nord e Sud Italia, con le province campane relegate quasi tutte nella parte bassa delle graduatorie nazionali.
Napoli tra le peggiori province per i giovani
La provincia di Napoli registra risultati particolarmente negativi soprattutto per quanto riguarda la qualità della vita dei giovani tra 18 e 35 anni.
Nella classifica nazionale delle 107 province italiane: Napoli si colloca al 104esimo posto, facendo meglio soltanto di Barletta-Andria-Trani, Sud Sardegna e Taranto.
Leggermente migliore il dato relativo ai bambini: 94esimo posto nazionale.
Per gli anziani, invece Napoli raggiunge una posizione di metà classifica, piazzandosi al 51esimo posto.
Le luci e le ombre del territorio napoletano
L’analisi del Sole 24 Ore evidenzia però anche alcuni aspetti positivi per il territorio partenopeo.
Per la fascia infantile Napoli ottiene buoni risultati in partecipazione al sistema scolastico (2ª in Italia), servizi di prossimità raggiungibili in 15 minuti (4ª), tasso di fecondità (11ª).
Ma il quadro cambia drasticamente su altri indicatori fondamentali, come spazio abitativo: ultima in Italia, edifici scolastici con mensa: 106ª, copertura degli asili nido: 103ª, utilizzo dei servizi comunali per l’infanzia: 99ª.
Dati che confermano le forti criticità legate alla densità abitativa, alla carenza di servizi pubblici, alle difficoltà infrastrutturali delle periferie urbane.
Benevento la migliore in Campania
Tra le province campane, la migliore classificata risulta Benevento 43ª per qualità della vita dei giovani, 57ª per quella dei bambini.
Ma anche il Sannio presenta criticità importanti è addirittura 100esimo per qualità della vita degli anziani.
Situazione difficile anche per Avellino, Salerno, Caserta, tutte posizionate nelle zone basse delle classifiche nazionali.
Il divario Nord-Sud resta enorme
L’indagine conferma un trend ormai consolidato le province del Nord dominano le classifiche, mentre gran parte del Mezzogiorno occupa stabilmente gli ultimi posti.
Secondo il report: Firenze è la provincia migliore per i bambini, Bolzano per i giovani, Trieste per gli anziani.
Le ultime posizioni risultano invece occupate quasi esclusivamente da province meridionali.
I fattori che pesano sulla qualità della vita
Tra gli elementi che incidono maggiormente sui risultati del Sud ci sono carenza di servizi per l’infanzia, disoccupazione giovanile, povertà educativa, scarsa disponibilità di spazi abitativi, difficoltà nei trasporti e nell’accesso ai servizi pubblici.
Il rapporto sottolinea inoltre come stiano diventando sempre più centrali: le relazioni sociali, la presenza di reti familiari, la possibilità di raggiungere scuole, farmacie e servizi essenziali a piedi in pochi minuti.
Una fotografia che pesa sul futuro
I dati diffusi dal Sole 24 Ore arrivano in un momento delicato per il Mezzogiorno, segnato da: crisi demografica, fuga dei giovani, aumento della popolazione anziana, difficoltà occupazionali.
Una fotografia che non riguarda soltanto il presente, ma soprattutto il futuro dei territori del Sud e della Campania, dove il rischio concreto è quello di un progressivo impoverimento sociale e generazionale.










