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Dall’Iran a Napoli, il sogno di Maedeh: la ricerca contro il cancro tra guerra e speranza

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
26 Marzo, 2026
in Fratelli d'Italia
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Dall’Iran a Napoli, il sogno di Maedeh: la ricerca contro il cancro tra guerra e speranza
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Dalle bombe alla scienza, dalla paura alla speranza. È la storia di Maedeh Fallah, 28 anni, arrivata dall’Iran a Napoli per inseguire un obiettivo preciso: diventare ricercatrice e contribuire alla lotta contro il cancro.

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Il viaggio di Maedeh non è stato come gli altri. È arrivata in Italia proprio nel giorno in cui iniziavano i bombardamenti su Teheran, lasciandosi alle spalle un Paese entrato in una nuova fase di tensione. 

Da allora, il legame con la sua famiglia – rimasta in Iran – è diventato fragile, fatto di contatti difficili e notizie sporadiche. Un distacco che segna profondamente il suo percorso umano, oltre che professionale. 

Oggi Maedeh lavora nei laboratori dell’Istituto Pascale, uno dei centri di riferimento per la ricerca oncologica in Italia.

Dopo una laurea triennale in biologia conseguita in Iran, sta completando il percorso per diventare dottoressa in biotecnologia molecolare, lavorando su progetti legati all’immunoterapia e ai nuovi antigeni tumorali. 

Un ambito tra i più avanzati della medicina, dove la ricerca punta a trasformare le scoperte scientifiche in cure concrete per i pazienti.

Nei laboratori napoletani, Maedeh ha trovato molto più di un’opportunità di studio: “Qui ho capito la vera attività della ricerca: non è solo teoria, ma capire come ciò che studiamo può diventare una cura”. 

Seguita da esperti nel campo dell’immunologia, la giovane ricercatrice lavora ogni giorno su modelli innovativi che potrebbero contribuire a nuove terapie oncologiche.

La scelta di dedicarsi alla ricerca non è casuale. Nasce da una storia personale: una zia morta di tumore a soli 35 anni, il desiderio di trasformare quel dolore in impegno scientifico.

“È la più grande guerra dell’umanità”, dice riferendosi al cancro. 

Il percorso non è semplice. Maedeh è consapevole delle difficoltà di essere straniere, ma anche donna e competere in un mondo altamente selettivo. Eppure non si arrende. Il suo obiettivo è continuare nella ricerca, in Italia o altrove, portando avanti il bagaglio di competenze acquisito al Pascale.

Quella di Maedeh è una storia che unisce migrazione e guerra, formazione e ricerca, speranza e resilienza. Un esempio concreto di come la scienza possa diventare un ponte tra culture e un’opportunità per costruire futuro, anche partendo da contesti difficili.

Nel cuore di Napoli, tra provette e laboratori, il suo sogno prende forma ogni giorno.

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