Nella notte appena trascorsa, un’importante operazione delle forze dell’ordine ha portato alla cattura di uno dei latitanti più pericolosi d’Italia. A Vietri sul Mare, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli, coordinati e diretti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno rintracciato e arrestato Roberto Mazzarella, ritenuto capo dell’omonimo clan egemone tra Napoli e provincia.
L’uomo, nato nel 1978, figurava nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità stilato dal Ministero dell’Interno. Era irreperibile dal 28 gennaio 2025, quando era riuscito a sottrarsi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della DDA. Il provvedimento riguardava gravi indizi a suo carico per omicidio aggravato dal metodo mafioso.
La cattura è avvenuta all’interno di una villa di lusso situata nella suggestiva cornice della Costiera Amalfitana. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il 48enne non ha opposto resistenza al momento dell’arresto. Si trovava in compagnia della moglie e dei due figli.
All’operazione hanno preso parte, oltre ai militari del Nucleo Investigativo, anche lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli e una motovedetta della Capitaneria di Porto di Salerno, che ha monitorato le acque circostanti per prevenire eventuali tentativi di fuga.
All’interno del resort di pregio in cui si nascondeva il latitante, i carabinieri hanno rinvenuto diversi elementi ora al vaglio degli inquirenti: tre orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, documenti falsi, telefoni cellulari e smartphone. Particolare attenzione è rivolta anche ad alcuni manoscritti, ritenuti una verosimile contabilità del clan, sui quali saranno effettuati ulteriori accertamenti.
L’arresto di Mazzarella rappresenta un colpo significativo alla criminalità organizzata campana e, in particolare, agli equilibri della camorra napoletana, dove il suo clan ha esercitato per anni un ruolo dominante. Le indagini proseguono per chiarire la rete di protezione che ha consentito al boss di sottrarsi alla cattura per oltre un anno.











