La Corte dei Conti della Campania ha condannato due ex amministratori del Comune di Napoli per la gestione dei servizi della polizia municipale durante eventi privati, ritenuta causa di un danno economico per le casse pubbliche.
I vigili agli eventi senza costi per i privati
Al centro della vicenda c’è l’impiego degli agenti della polizia municipale per garantire sicurezza e viabilità durante eventi a scopo di lucro: concerti, partite allo stadio Maradona, manifestazioni sportive e spettacoli.
Secondo i giudici contabili, i costi di questi servizi avrebbero dovuto essere sostenuti dagli organizzatori privati. Tuttavia, per anni non sarebbero stati addebitati, generando un mancato introito per il Comune.
Il danno per il Comune
Le indagini, condotte anche dalla Guardia di Finanza, hanno stimato un danno complessivo superiore al milione di euro, poi ridimensionato dalla Corte dei Conti in fase di condanna.
Nel dettaglio 160mila euro attribuiti ad Alessandra Clemente e 20mila euro ad Antonio De Iesu.
Altri amministratori coinvolti nell’inchiesta sono stati invece assolti.
Il nodo del regolamento mai applicato
Alla base della vicenda c’è la mancata applicazione di un principio chiaro: i servizi di sicurezza per eventi privati devono essere pagati da chi li organizza.
Secondo la ricostruzione dei giudici, il Comune non si sarebbe dotato per tempo di un regolamento efficace per il recupero dei costi, oppure non lo avrebbe applicato correttamente.
Una lacuna che ha permesso per anni lo svolgimento di eventi con l’impiego di risorse pubbliche senza adeguata compensazione economica.
Le difese e le reazioni
I diretti interessati hanno sempre respinto le accuse o ridimensionato le responsabilità.
Clemente ha annunciato ricorso in appello, sottolineando come il danno inizialmente contestato sia stato ridotto in modo significativo.
De Iesu ha parlato di responsabilità marginale, ricordando di aver contribuito all’introduzione del regolamento oggi in vigore.
Il caso mette in luce una criticità nella gestione amministrativa: l’utilizzo di risorse pubbliche per eventi privati senza un adeguato ritorno economico.
Una pratica che, secondo la magistratura contabile, ha inciso direttamente sulle finanze comunali.
E che oggi si traduce in una condanna che, oltre agli importi, lascia un segnale chiaro: i servizi pubblici hanno un costo, e non possono essere sostenuti senza regole.










