Nasce a Napoli la Fondazione Domenico Caliendo, un progetto che prende forma dal dolore ma guarda al futuro con l’obiettivo di offrire aiuto concreto alle famiglie colpite da presunti casi di malasanità. L’atto costitutivo è stato firmato davanti a un notaio, sancendo ufficialmente l’avvio dell’iniziativa.
La fondazione è dedicata al piccolo Domenico, il bambino morto dopo un trapianto cardiaco fallito, una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e dato origine a una forte mobilitazione solidale. Grazie a una raccolta fondi che ha coinvolto cittadini da tutta Italia, sono stati raccolti decine di migliaia di euro — circa 30mila nella prima fase — destinati a trasformare un’idea in un’organizzazione strutturata.
L’obiettivo principale della fondazione è chiaro: fornire assistenza legale, supporto psicologico e accompagnamento umano a chi ritiene di essere vittima di errori sanitari. Un punto di riferimento, dunque, per famiglie spesso lasciate sole ad affrontare percorsi complessi sia dal punto di vista giudiziario che emotivo.
L’iniziativa nasce proprio dalla volontà dei genitori di Domenico di trasformare il dolore personale in impegno collettivo. «Un primo passo» lo definiscono i promotori, che puntano a costruire una rete di sostegno stabile e a promuovere anche attività di sensibilizzazione sul tema della sicurezza sanitaria.
Parallelamente alla nascita della fondazione, proseguono le indagini sulla morte del bambino, mentre cresce l’attenzione sul tema della responsabilità medica. In questo contesto, la nuova realtà si propone non solo come strumento di assistenza, ma anche come presidio civile per rafforzare consapevolezza e tutela dei diritti dei pazienti.
Un segnale importante che dimostra come, anche dalle tragedie più profonde, possano nascere percorsi di solidarietà e cambiamento.










