Ennesimo oltraggio alla alla memoria di Mario Paciolla, il cooperante napoletano morto in Colombia nel 2020. Nel quartiere Arenella, nel parco di via dell’Erba, ignoti hanno vandalizzato il murale e la targa commemorativa dedicati al giovane. L’opera, realizzata dall’artista Luca Carnevale, raffigura il volto di Mario ed era stata inaugurata come primo murale dedicato alla sua memoria.
Il murale e la targa sono stati imbrattati con scritte e segni di vandalismo, un gesto denunciato dal collettivo “Giustizia per Mario Paciolla”, che ha parlato di un atto «vile e offensivo» non solo contro un’opera artistica ma soprattutto contro il ricordo di un giovane che aveva dedicato la propria vita ai valori della pace, della giustizia e dei diritti umani.
Mario Paciolla, cooperante delle Nazioni Unite, fu trovato morto il 15 luglio 2020 a San Vicente del Caguán, in Colombia, dove collaborava con la missione ONU incaricata di monitorare l’accordo di pace con le Farc. Le circostanze della sua morte sono state a lungo oggetto di polemiche e richieste di chiarimento da parte della famiglia, che ha sempre contestato la tesi del suicidio.
Negli anni, il luogo in cui sorge il murale è diventato uno spazio simbolico di memoria e mobilitazione civile, dove amici, familiari e cittadini si ritrovano per ricordare Mario e chiedere verità e giustizia.
L’episodio di vandalismo arriva a poche settimane da una data significativa: il 28 marzo, giorno del compleanno di Mario. Come avviene da alcuni anni, la ricorrenza sarà occasione di iniziative pubbliche in suo ricordo.
Per il 2026 la famiglia e il collettivo hanno organizzato un evento dedicato a una delle grandi passioni di Mario: il basket. Proprio in quel parco, quando era ragazzo, Paciolla trascorreva molte ore giocando a pallacanestro con gli amici.
Nonostante lo sfregio al murale e alla targa, l’intenzione degli organizzatori è quella di non fermarsi e trasformare l’appuntamento del 28 marzo in un momento ancora più forte di partecipazione e memoria. L’auspicio è che l’opera venga ripristinata al più presto, restituendo dignità a un luogo che per molti napoletani rappresenta un simbolo di impegno civile e di ricerca della verità.










