Negli ultimi giorni si è aperto uno scontro aspro tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il procuratore generale della Repubblica di Napoli, Aldo Policastro, che ha innescato una forte reazione nel mondo giudiziario e tra esponenti della società civile.
La polemica nasce dalle dichiarazioni di Nordio in merito a un’analisi di Policastro sulla riforma costituzionale della giustizia. Il procuratore generale aveva espresso critiche rispetto ai cambiamenti proposti, arrivando ad accostare alcuni aspetti della riforma al piano di rinascita nazionale della loggia massonica P2 nel corso di un’intervista, osservazione che ha sollevato un acceso dibattito.
Il ministro Nordio ha replicato duramente, definendo quelle affermazioni “sconcertanti” e arrivando ad affermare: “Quel procuratore generale che ha detto che la riforma attua il piano Gelli ha il mio massimo disprezzo. Non gli stringerei mai la mano”, un linguaggio che ha scatenato critiche e proteste.
La risposta alla dichiarazione di Nordio non si è fatta attendere. L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha duramente condannato le parole del Guardasigilli, definendo gli attacchi “insulti gratuiti” e affermando che un confronto politico su temi istituzionali non può prescindere dal rispetto reciproco tra istituzioni e magistratura.
La tensione ha preso forma concreta a Napoli, dove una folta rappresentanza di magistrati, esponenti della società civile e cittadini si è radunata davanti alla Procura generale di Napoli per esprimere solidarietà ad Aldo Policastro e manifestare disappunto nei confronti dell’attacco del ministro. Molti hanno simbolicamente stretto la mano al procuratore come gesto di sostegno istituzionale e umano.
Tra i partecipanti alla mobilitazione c’erano rappresentanti della società civile, associazioni antimafia, esponenti politici e cittadini comuni, segno dell’allarme diffuso non solo tra i magistrati ma anche tra realtà impegnate nella difesa delle istituzioni democratiche.
In un clima di crescente tensione per l’avvicinarsi del referendum sulla riforma della giustizia, la presidente dell’ANM distrettuale di Napoli, Leda Rossetti, ha parlato di un attacco “scomposto” che rischia di indebolire l’autonomia della magistratura e di allontanare il confronto istituzionale dalle regole della moderazione e del rispetto istituzionale.
Il procuratore generale Policastro, intervistato durante un evento istituzionale, ha detto di essere “stupito” dalle affermazioni di Nordio, evitando ulteriori commenti polemici ma sottolineando il valore del sostegno ricevuto dai colleghi e dalla città di Napoli.
La vicenda ha riportato al centro del dibattito pubblico i rapporti tra politica e magistratura, soprattutto in relazione alla riforma della giustizia e al delicato equilibrio tra poteri dello Stato. Il confronto, seppur legittimo, ha mostrato come la dialettica tra istituzioni possa assumere toni forti e divisivi, sollevando questioni sulla neutralità, l’autonomia giudiziaria e il rispetto reciproco dei ruoli costituzionali.











