Cresce l’attenzione dei medici internisti e degli oncologi sull’uso improprio degli steroidi anabolizzanti e sui potenziali rischi per la salute, compreso un aumento di pazienti under 40 colpiti da tumori al fegato, in assenza dei tradizionali fattori di rischio come epatiti, cirrosi o abuso di alcol. A lanciare l’allarme è l’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli, uno dei principali centri oncologici italiani.
Negli ultimi anni, spiegano gli specialisti del Pascale, l’uso di anabolizzanti si sta diffondendo anche al di fuori degli ambienti sportivi professionistici, soprattutto tra i giovani e gli sportivi amatoriali, che vedono in queste sostanze un modo rapido per aumentare la massa muscolare o migliorare le prestazioni fisiche. L’abitudine all’uso prolungato di steroidi ad alte dosi, tuttavia, non è priva di conseguenze serie.
Secondo gli oncologi, l’assunzione cronica di steroidi anabolizzanti può alterare i meccanismi di rigenerazione cellulare nel fegato, favorendo l’insorgenza di adenomi epatici e la loro possibile trasformazione in forme maligne. Sebbene i casi di tumore maligno legati all’abuso di tali sostanze siano ancora relativamente pochi nella letteratura scientifica, gli effetti tossici sul fegato sono ben documentati e il rischio di sviluppare neoplasie è ritenuto reale, soprattutto con l’uso prolungato e non controllato di queste sostanze. Francesco Izzo, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Epatobiliare del Pascale, sottolinea che sostanze come testosterone e altri ormoni della crescita possono avere una coesistenza epidemiologica con tumori della prostata, dei testicoli e tumori primitivi del fegato, aumentando i motivi di preoccupazione soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.
Gli esperti evidenziano che molti pazienti giungono alla diagnosi in fase avanzata, dopo aver ignorato sintomi iniziali quali stanchezza persistente, dolore addominale o alterazioni degli esami epatici. Questo ritardo diagnostico può compromettere in modo significativo le possibilità di trattamento efficace e di sopravvivenza. Nonostante i casi di tumore derivanti dall’abuso di steroidi non rappresentino ancora una “emergenza sanitaria”, l’Istituto Pascale invita a un intervento deciso di prevenzione e informazione, soprattutto nelle palestre, nelle scuole e negli ambienti sportivi amatoriali, per contrastare la diffusione del fenomeno e promuovere una cultura della salute basata su allenamento corretto e stili di vita responsabili.
Secondo i clinici del Pascale, è fondamentale aumentare campagne di sensibilizzazione mirate rivolte ai giovani e alle loro famiglie, per far comprendere che gli eventuali benefici estetici o prestazionali degli anabolizzanti possono nascondere rischi gravissimi per la salute, inclusi problemi cardiovascolari, ormonali e oncologici a lungo termine. Il direttore generale dell’Istituto, Maurizio di Mauro, ha ribadito l’impegno del Pascale non solo nella cura delle neoplasie, ma anche nella promozione di corretti stili di vita per la prevenzione delle malattie, sottolineando l’importanza dell’informazione e della consapevolezza come strumenti chiave per tutelare la salute dei giovani e contrastare i rischi legati all’uso improprio di sostanze dopanti.









