Stamattina, lunedì 12 gennaio, all’ex Ilva di Taranto, un operaio di 47 anni è morto durante un controllo tecnico in uno dei reparti dell’imponente acciaieria. L’incidente ha immediatamente suscitato la reazione delle organizzazioni sindacali, che hanno proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo.
La vittima è Claudio Salamida, 47enne originario di Alberobello (Bari), impiegato nell’acciaieria 2 dello stabilimento tarantino di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Secondo le prime ricostruzioni, l’operaio era impegnato nelle attività di controllo delle valvole su una pedana di ispezione all’interno dell’impianto quando il pavimento grigliato ha ceduto sotto i suoi piedi, provocandone la caduta dal quinto al quarto piano. I soccorsi sono stati immediati, ma le gravi lesioni riportate nell’impatto si sono rivelate fatali. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i responsabili della sicurezza e il personale sanitario, che ha tentato a lungo senza successo di rianimare l’uomo. Sono stati anche allertati i funzionari dello Spesal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) per avviare gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle normative di sicurezza.
La morte di Salamida ha suscitato profonda commozione tra i colleghi e i sindacati. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uilhanno proclamato uno sciopero di 24 ore da subito, esteso a tutti gli stabilimenti del gruppo, con articolazioni territoriali. I sindacati hanno spiegato che, in attesa di conoscere con esattezza la dinamica dell’incidente, tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del settore metalmeccanico si stringono attorno alla famiglia del lavoratore. L’agitazione coinvolge non solo lo stabilimento di Taranto, ma anche altri siti del gruppo, come quello di Genova Cornigliano, dove lo sciopero è previsto a partire dal primo pomeriggio e proseguirà per la stessa durata.
Salamida lascia la moglie e un figlio piccolo. La notizia della sua morte ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza in uno dei siti industriali più simbolici e controversi d’Italia, da anni al centro di tensioni tra produttività, tutela dei lavoratori e questioni ambientali.
L’azienda ha espresso “profondo cordoglio” per la tragica scomparsa e ha assicurato la piena collaborazione con gli organi competenti per fare luce su quanto accaduto. Le indagini ufficiali sono ora in corso, con l’obiettivo di dettagliare le cause dell’incidente e verificare eventuali responsabilità sul fronte delle misure di sicurezza.











