La tragedia di Crans‑Montana — l’incendio nel locale Le Constellation nella notte di Capodanno che ha ucciso 40 persone e ferito oltre 100 — continua a scuotere l’Europa mentre si intensificano le operazioni di rientro delle salme e proseguono le indagini giudiziarie e tecniche sulla catena di responsabilità e sulle cause del disastro.
Sono tate identificate tutte le 40 vittime dell’incendio, un lavoro complesso reso difficile dalle gravi ustioni riportate da molti corpi e che ha richiesto l’impiego di tecniche forensi e il coinvolgimento di numerose autorità cantonali.
In una operazione coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile italiano, un aereo C‑130 dell’Aeronautica Militare ha riportato in patria cinque delle sei salme italiane decedute nella tragedia.
I feretri, accompagnati da familiari e rappresentanti istituzionali, sono stati ricevuti ufficialmente all’aeroporto di Milano Linate e successivamente trasportati verso Milano, Bologna, Genova e Roma Ciampino, dove proseguiranno le esequie nelle città d’origine dei giovani.
La sesta vittima italiana, una ragazza con doppia cittadinanza, sarà invece sepolta in Svizzera.
L’incendio esploso all’interno del bar ha travolto la folla di giovani riuniti per festeggiare la notte di Capodanno. In totale, le autorità cantonali hanno confermato l’identificazione di tutte le vittime e reso noti i dati completi: 21 cittadini svizzeri, 9 francesi, 6 italiani, e altri cittadini di Belgio, Portogallo, Romania e Turchia. Tra le vittime ci sono numerosi minorenni e giovani adulti, con età comprese tra 14 e 39 anni.
Almeno altre 80 persone restano ricoverate in ospedale, molte delle quali con ustioni gravi o traumi dovuti al tentativo di fuga dal locale.
Le autorità giudiziarie del Canton Vallese hanno aperto un’inchiesta penale contro i proprietari del bar Le Constellation, una coppia di francesi, con l’accusa di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Le indagini si concentrano soprattutto su mancate misure di sicurezza nel locale, dalle uscite di emergenza alla conformità dei materiali di arredo e dei sistemi antincendio.
Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici per comprendere esattamente come si sia innescato il rogo. Secondo la Procura cantonale, l’incendio sarebbe stato provocato dall’utilizzo di fontane pirotecniche (sparklers) durante la festa, che avrebbero innescato il materiale fonoassorbente infiammabile sul soffitto, causando una rapida propagazione del fuoco.
Un elemento che ha suscitato forte critica riguarda la mancanza di ispezioni di sicurezza negli ultimi cinque anni per il locale, nonostante la normativa svizzera richieda controlli periodici su luoghi pubblici ad alta affluenza. Il sindaco di Crans‑Montana, Nicolas Féraud, ha ammesso apertamente che tra il 2020 e il 2025 non sono state effettuate le verifiche annuali previste, un fatto “profondamente rammaricato” dalle autorità locali.
Come conseguenza, sono state vietate le fontane pirotecniche nei locali al chiuso e sono stati avviati piani per auditi esterni più rigorosi in tutti i locali pubblici della zona.
Mentre continua il rientro delle salme e si preparano i funerali delle vittime italiane, l’attenzione internazionale resta alta sulle cause della tragedia e sulle responsabilità istituzionali e private. La mancanza di controlli, l’uso di materiali non adeguati e la gestione di locali affollati in occasioni speciali sono tutti fattori che ora verranno esaminati a fondo da inquirenti e periti tecnici, con l’obiettivo di fare piena luce su una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni.











