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4 gennaio 1997: ucciso Giuseppe La Franca, l’uomo che difese le sue terre dalla mafia

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
3 Gennaio, 2026
in Cronaca
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4 gennaio 1997: ucciso Giuseppe La Franca, l’uomo che difese le sue terre dalla mafia

Foto Partinico Live

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Il 4 gennaio 1997 segnò una delle pagine più drammatiche della lotta alla criminalità organizzata nella provincia di Palermo con l’omicidio di Giuseppe La Franca, funzionario bancario in pensione e proprietario terriero, assassinato dalla mafia perché si rifiutò di cedere le sue terre ai boss locali. 

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Giuseppe La Franca era un uomo rispettato e stimato nella sua comunità: funzionario del Banco di Sicilia in pensione, proprietario di poderi agricoli tra Partinico, Monreale e Grisì, noto per la sua correttezza e il rispetto della legge. Contrariamente a molti altri proprietari che, intimoriti da minacce e pressioni, avevano ceduto i loro terreni alle cosche, La Franca aveva deciso di difendere il proprio diritto di proprietà e la sua libertà di coltivare la terra senza compromessi. 

Nei primi anni ’90 i fratelli Vitale, esponenti mafiosi della zona noti anche come “Fardazza”, avevano cercato in tutti i modi di impossessarsi di un caseggiato rurale appartenente alla famiglia di La Franca attraverso intimidazioni e soprusi. Tuttavia La Franca non si piegò né alle minacce né al ricatto mafioso, continuando a frequentare e lavorare le sue terre. 

La mattina del 4 gennaio 1997, in contrada Cambuca, nei pressi della strada provinciale che collega Partinico a Grisì, La Franca fu colpito a morte a colpi di pistola da sicari mafiosi. Secondo quanto emerso successivamente, l’omicidio fu ordinato da Leonardo Vitale, mentre l’esecutore materiale sarebbe stato Ninetto Madonia, killer palermitano legato al quartiere Borgo Vecchio. 

La sua uccisione ebbe un impatto enorme sul territorio e suscitò indignazione e sconcerto tra i cittadini, tanto da spingere istituzioni e forze dell’ordine a interrogarsi sulla forza intimidatrice delle cosche nella zona rurale tra Partinico e Monreale. 

Per molti anni la verità sull’omicidio rimase in parte oscurata finché, con la collaborazione di pentiti come Giusy Vitale, alcuni elementi sono stati ricostruiti nelle indagini, confermando la matrice mafiosa del delitto e l’ostilità dei boss nei confronti di chi non si sottometteva al loro potere. 

Nel corso degli anni la figura di La Franca è stata ricordata dalle comunità di Partinico, Monreale e Grisì con commemorazioni pubbliche e cerimonie davanti al luogo dell’agguato. Il Comune di Monreale ha conferito la cittadinanza onoraria alla memoria dell’uomo e, a partire dal 2025, una via nella contrada dove fu ucciso è stata intitolata a lui, affinché il suo coraggio e la sua opposizione al sopruso mafioso restino un esempio per le nuove generazioni. 

La vicenda di Giuseppe La Franca, riconosciuto anche dallo Stato italiano come vittima innocente della mafia, resta una testimonianza di resistenza civile contro il sistema di potere mafioso che punta a imporre il proprio controllo economico e territoriale attraverso violenza e intimidazione. 

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