Nei giorni scorsi, a Ponticelli, è stato arrestato Salvatore Bossis, 32enne di Massa di Somma, sospettato di aver sparato contro l’auto della sua ex compagna, causando allarme e timore nel quartiere di Ponticelli.
L’episodi risale al pomeriggio del 25 dicembre, una donna di 25 anni ha chiamato il 112 dei Carabinieri dopo aver udito colpi di arma da fuoco nei pressi della sua abitazione. Visionando le immagini del sistema di videosorveglianza installato nella palazzina in cui vive, la giovane ha riconosciuto nell’ex compagno l’autore degli spari contro la sua auto parcheggiata, una Lancia Y.
La donna ha descritto l’uomo come “violento”, riferendo di pregresse azioni persecutorie subite durante la relazione, durata circa cinque anni e dalla quale sono nati due figli di 3 e 1 anno e mezzo. In passato, la vittima aveva già denunciato comportamenti molesti, tanto che nei confronti dell’indagato era scattato un divieto di avvicinamento.
Dopo la denuncia, i carabinieri della Stazione di Ponticelli insieme alla Sezione Investigazioni Scientifiche hanno analizzato i filmati e rilevato almeno quattro esplosioni e bossoli sul luogo del fatto, con danni evidenti alla carrozzeria dell’auto.
Salvatore Bossis è stato rintracciato il 26 dicembre nella sua abitazione. Gli investigatori lo hanno arrestato in flagranza differita, applicando una misura cautelare in carcere per atti persecutori e uso di arma da fuoco, con trasferimento al penitenziario di Poggioreale. Durante la perquisizione sono stati sequestrati gli indumenti compatibili con quelli indossati nella registrazione video.
Il 32enne è il cugino di Alessio Bossis, il 22enne ras emergente, ucciso in un agguato di matrice camorristica ad ottobre del 2022, nell’area parcheggio di “In Piazza” a Volla. Scarcerato pochi mesi prima, Alessio Bossis, malgrado lo status di sorvegliato speciale, ha immediatamente ripreso a marcare la scena camorristica locale, attirando su di sé l’attenzione dei clan operanti in zona. Secondo quanto riferito da alcuni collaboratori di giustizia, il suo omicidio sarebbe stato decretato al culmine di un summit indetto tra i clan attivi nell’area orientale di Napoli, proprio perché il 22enne, fedelissimo dei fratelli Minichini e pupillo del ras dei De Luca Bossa Francesco Audino alias ‘o cinese, era diventato una spina nel fianco in grado di minare affari ed interessi di diverse cosche attive sul territorio. Secondo fonti interne agli ambienti malavitosi, Bossis stava covando l’intenzione di fondare un sodalizio autonomo, facendo leva sul carisma che gli consentiva di beneficiare del supporto di un nutrito gruppo di giovani fedelissimi. L’intento del 22enne era quello di approfittare della faida in corso tra i De Luca Bossa e i De Micco per dare il via alla scalata che gli avrebbe consentito di conquistare un ruolo di spessore sullo scacchiere camorristico ponticellese, ma le sue velleità furono stroncate dai due sicari che entrarono in azione nel tardo pomeriggio del 24 ottobre 2022. Una vera e propria esecuzione, portata a compimento con precisione chirurgica, senza intoppi né sbavature, malgrado la presenza di civili nell’area parcheggio dove Bossis probabilmente si era recato perché era stato attirato in una trappola da un finto appuntamento. Complice il vincolo di parentela acquisito con i De Micco, Alessio Bossis era probabilmente convinto che quel legame gli garantisse una sorta d’immunità, ma così non è stato.
Un omicidio che ha sancito la fine dell’escalation di tensione che si stava registrando in quel periodo per effetto delle plurime incursioni armate che si registravano su ambedue i fronti. All’indomani dell’agguato, suo cugino Salvatore fu tra i primi a dedicare dei tributi post mortem sui social al 22enne, aspirante ras, malgrado la provenienza da una famiglia benestante.











