APietracatella, un piccolo paese in provincia di Campobasso, una madre di 50 anni e la sua figlia di 15 sono morte in circostanze che gli investigatori collegano a una possibile intossicazione alimentare con evoluzione a epatite fulminante. La vicenda si è sviluppata in seguito a un pasto consumato durante le feste natalizie, ritenuto all’origine dei malori che hanno colpito l’intera famiglia.
Tutto ha avuto inizio la sera della Vigilia di Natale, quando la famiglia ha consumato una cena a base di pesce e frutti di mare. Poche ore dopo, madre, figlia e padre hanno cominciato ad accusare sintomi gravi: dolori addominali, nausea, malessere generale. Tutti e tre si sono recati al Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, ma due volte sono stati dimessi con diagnosi iniziali non definitive, nonostante i segnali di avvelenamento alimentare.
Il quadro clinico della figlia si è poi rapidamente aggravato, tanto che è stata ricoverata in Rianimazione: nel giro di poche ore è deceduta. La madre, ricoverata in condizioni altrettanto gravi, è morta la mattina seguente. Entrambe sono state vittime di un’insufficienza epatica devastante, compatibile con una epatite fulminante scatenata da una tossina di origine alimentare.
Sulla tragedia ha aperto un’indagine la Procura della Repubblica di Campobasso per chiarire le cause esatte dei decessi. È stata disposta l’autopsia sui corpi di madre e figlia per verificare se l’intossicazione alimentare sia davvero alla base dell’epatite fulminante e quali alimenti possano essere implicati.
La Squadra Mobile ha acquisito le cartelle cliniche e ha proceduto al sequestro degli alimenti presenti nella casa della famiglia, nel tentativo di isolare eventuali sostanze tossiche. Allo studio degli investigatori ci sono anche le visite precedenti al pronto soccorso, perché madre e figlia avevano già cercato assistenza senza che il quadro fosse considerato imminentemente pericoloso.
Il padre e marito delle vittime, di 55 anni, è stato inizialmente ricoverato in condizioni serie e poi trasferito all’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti specialistici. La sorella maggiore della quindicenne, che non aveva partecipato alla cena incriminata, è stata trasferita per precauzione, pur non avendo mostrato sintomi evidenti.
Secondo i medici che hanno seguito i primi casi, l’ipotesi principale è che alcune tossine presenti negli alimenti consumati alla vigilia di Natale, in particolare pesce o frutti di mare, abbiano causato una forma di intossicazione alimentare rarissima e aggressiva, capace di provocare un’epatite fulminante e un rapido peggioramento delle condizioni cliniche. Resta però fondamentale l’esito degli esami autoptici per definire con certezza il nesso di causa-effetto.
La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Pietracatella, un borgo dove la famiglia era ben conosciuta. Il sindaco e molti residenti hanno espresso il proprio cordoglio, parlando di un evento che lascia senza parole e che ha segnato profondamente le festività locali.











