Emergono nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla strage del Rapido 904, la terribile esplosione avvenuta il 23 dicembre 1984su un treno Napoli-Milano nella galleria dell’Appennino tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, che causò 16 vittime e 267 feriti.
La Procura di Firenze ha iscritto nel registro degli indagati Raffaele Stolder, 67 anni, già noto come boss di camorra e storico leader dell’omonimo clan vicino agli ambienti criminali di Forcella, per la strage del Rapido 904. L’iscrizione risale al 2023, ma la notizia è stata resa nota nel dicembre 2025, nel 41° anniversario dell’attentato.
La strage del Rapido 904, spesso definita anche “strage di Natale”, è uno dei più gravi attentati della storia italiana del dopoguerra. All’epoca un ordigno ad alto potenziale esplose all’interno di una galleria ferroviaria, causando numerose vittime tra i passeggeri che viaggiavano verso le festività. Storici giudizi hanno già portato a condanne definitive: tra questi Pippo Calò, cassiere di spicco della mafia, condannato all’ergastolo, e il trafficante tedesco Federico Schaudinn, con una pena di 22 anni di reclusione.
Il coinvolgimento di Stolder non è un fatto isolato nelle nuove indagini: negli anni si sono avanzate ipotesi sulla possibile presenza di elementi legati alla criminalità organizzata, inclusa la camorra, insieme ad ambienti deviati dei servizi segreti ed estremisti di destra, tra le responsabilità dell’attentato. La testimonianza di un pentito nel 2012 aveva già indicato legami tra il boss e proposte di controllo territoriale avanzate da servizi deviati, sebbene tali elementi non fossero stati al centro delle indagini giudiziarie fino ad oggi.
Le nuove annotazioni sul ruolo di Stolder riaccendono i riflettori sulla strage, evidenziando come l’inchiesta, ancora oggi aperta e in evoluzione a 41 anni di distanza, sia caratterizzata da un quadro investigativo complesso. Le autorità giudiziarie fiorentine stanno infatti valutando ogni elemento utile a chiarire i ruoli e le responsabilità nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attentato, con l’obiettivo di completare il mosaico di una delle pagine più tragiche della storia recente italiana.
La strage del Rapido 904 è conservata nella memoria collettiva non solo per l’efferatezza dell’attentato ma anche per l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime e dei feriti. Ogni nuovo sviluppo giudiziario riporta l’attenzione su quel tragico evento, nella speranza che la verità giudiziaria possa essere completa e definitiva, restituendo giustizia alle famiglie colpite da questa tragedia di Natale.











