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Truffe agli anziani, sgominata banda con base a Napoli: 21 misure cautelari e 120mila euro nascosti in uno scaldabagno

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
16 Dicembre, 2025
in Cronaca, In evidenza
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Un’organizzazione criminale strutturata, radicata a Napoli ma capace di muoversi in tutta Italia, è stata sgominata all’alba di oggi, martedì 16 dicembre, dai Carabinieri di Genova, in sinergia con quelli di Napoli, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura partenopea. Ventuno le misure cautelari eseguite nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di una lunga serie di truffe aggravate ai danni di anziani, vittime scelte per la loro fragilità emotiva e spesso per condizioni di salute precarie.

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Il meccanismo era ormai collaudato e particolarmente odioso. Le vittime venivano contattate telefonicamente da finti appartenenti alle forze dell’ordine o da sedicenti avvocati. Con toni allarmanti, prospettavano incidenti stradali gravissimi che avrebbero coinvolto figli o nipoti, parlando di arresti imminenti, denunce penali e condanne pesantissime. L’unica via d’uscita, secondo il racconto costruito ad arte, era il pagamento immediato di una somma di denaro o la consegna di gioielli per “evitare il carcere” ai propri cari.

Subito dopo la telefonata, uno dei cosiddetti “trasfertisti” si presentava a casa della vittima per ritirare contanti e preziosi. La banda operava in tutta la penisola: dalla Liguria alla Lombardia, passando per Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. I militari hanno documentato almeno 33 truffe, per un giro d’affari complessivo di circa 300mila euro.

Durante le perquisizioni è emerso un dettaglio emblematico della spregiudicatezza del gruppo: 120mila euro in contanti erano stati nascosti all’interno di uno scaldabagno. Recuperati anche numerosi gioielli, frutto delle truffe, che venivano rapidamente smontati e riciclati. L’organizzazione, infatti, poteva contare anche sull’appoggio di alcuni orafi napoletani, incaricati di valutare, acquistare e “ripulire” i preziosi sottratti alle vittime.

A sottolineare la gravità delle condotte è stato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che ha definito l’indagine come un’azione contro “reati odiosi”, commessi abusando della fiducia e della vulnerabilità di persone anziane e spesso malate. I truffatori, grazie a informazioni dettagliate sui nuclei familiari delle vittime, riuscivano a rendere il racconto credibile, aumentando lo stato di panico e inducendo gli anziani a consegnare somme anche molto elevate, in alcuni casi tra gli 8 e i 9mila euro.

Ancora più duro il commento del procuratore aggiunto di Napoli, coordinatore della VII sezione, che ha paragonato le truffe sugli anziani a una vera e propria violenza psicologica. Le vittime, una volta compreso l’inganno, rimanevano devastate, schiacciate da un profondo senso di colpa e di vergogna per essere cadute nella trappola. In diversi casi, hanno perso i risparmi di una vita, subendo un danno non solo economico ma anche morale e psicologico enorme.

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