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Italia: negli ultimi 15 anni la ricchezza reale delle famiglie è diminuita dell’8,5%

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
5 Dicembre, 2025
in In evidenza, News
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Italia: negli ultimi 15 anni la ricchezza reale delle famiglie è diminuita dell’8,5%
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Un recente rapporto evidenzia una verità pesante: tra il primo trimestre del 2011 e il primo trimestre del 2025 la ricchezza complessiva delle famiglie italiane è diminuita dell’8,5%. Una perdita significativa che ha colpito in particolare il ceto medio e le fasce meno abbienti della popolazione. 

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Le famiglie appartenenti al 50% più povero hanno subito una riduzione del patrimonio del 23,2%. 

I nuclei familiari del sesto all’ottavo decile hanno visto cali del patrimonio compresi fra il 35,3% e il 24,3%. 

Anche le famiglie del penultimo decile (nono) hanno registrato una perdita del 17,1%.

Solo il 10% delle famiglie più ricche ha ottenuto un aumento medio della loro ricchezza del 5,9%. 

Oggi, la distribuzione del patrimonio è altamente concentrata: circa il 60% della ricchezza nazionale è detenuta da 2,6 milioni di famiglie appartenenti al decimo decile, la fascia più ricca. Ancora più netto il dato del vertice: solo il 5% delle famiglie più facoltose, circa 1,3 milioni di nuclei, possiede quasi la metà della ricchezza nazionale complessiva (48%). 

Di contro, le 13 milioni di famiglie nella parte più bassa della scala patrimoniale vedono la loro quota di ricchezza scendere dal 8,7% del 2011 al 7,3% del 2025. 

I dati mostrano che non è solo la povertà assoluta a crescere, ma che anche chi lavora e si considerava “classe media” rischia sempre di più di trovarsi in difficoltà. Il calo del patrimonio reale implica meno risparmi, meno stabilità, e minori tutele in caso di imprevisti.

Il fatto che la perdita sia così marcata tra le fasce medie e medie-basse segnala che l’impoverimento non riguarda solo le fasce fragili, ma una porzione ampia della popolazione attiva e con reddito.

Al contrario, la ricchezza si concentra sempre più nella fascia già privilegiata: le famiglie più abbienti continuano a mantenere — e in alcuni casi ad aumentare — il proprio patrimonio.

Vari fattori contribuiscono a spiegare questo declino.

Crisi economiche e recessioni: negli anni recenti l’Italia ha attraversato periodi di crisi, fragilità industriale, perdita di reddito reale, che hanno eroso la ricchezza accumulata.

Inflazione e aumento del costo della vita: l’inflazione erode il valore del denaro e dei risparmi, rendendo più difficile mantenere lo stesso tenore di vita e proteggere il patrimonio familiare.

Mercato del lavoro fragile: lavori precari, contratti a termine o part-time, salari stagnanti o insufficienti limitano la capacità di risparmio, rendendo le famiglie vulnerabili a shock economici.

Disuguaglianze strutturali: l’aumento della quota di ricchezza nelle mani di pochi evidenzia diseguaglianze crescenti, con molte famiglie costrette a rinunce, indebitamenti o precarietà permanente.

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