Una forte scossa di terremoto ha svegliato all’alba migliaia di persone nell’area dei Campi Flegrei e in gran parte della provincia di Napoli. Il sisma, registrato alle 5.51, ha avuto una magnitudo di 4.4 ed è stato avvertito distintamente da Pozzuoli a Bacoli, fino ai quartieri occidentali del capoluogo campano.
La scossa, una delle più intense percepite negli ultimi mesi nell’area interessata dal fenomeno del bradisismo, ha provocato momenti di forte paura tra la popolazione, con numerose persone scese in strada subito dopo il terremoto.
La scossa avvertita in tutta l’area flegrea
Secondo i primi dati dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, il terremoto è stato localizzato nell’area dei Campi Flegrei, da tempo interessata da un’intensa attività sismica legata al sollevamento del suolo.
Il sisma è stato avvertito chiaramente:
- a Pozzuoli,
- Bacoli,
- Monte di Procida,
- Quarto,
- nei quartieri occidentali di Napoli come Fuorigrotta, Bagnoli e Pianura.
Numerose le segnalazioni anche dal centro cittadino e da diversi comuni dell’hinterland.
Scuole chiuse e verifiche sugli edifici
In via precauzionale, diversi sindaci dell’area flegrea hanno disposto la chiusura delle scuole per consentire controlli tecnici sugli edifici scolastici e sulle strutture pubbliche.
Le verifiche sono state avviate immediatamente da tecnici comunali, vigili del fuoco e protezione civile, mentre le amministrazioni locali hanno attivato i centri operativi per monitorare la situazione.
Il sindaco di Bacoli: “La scossa più forte finora avvertita”
Particolarmente colpita Bacoli, dove il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha parlato apertamente di una delle scosse più forti percepite finora nell’ambito della crisi bradisismica.
“È stata la scossa più intensa avvertita fino a questo momento”, ha dichiarato il primo cittadino, spiegando che sono stati registrati alcuni danni limitati ma diffusi.
Cedimenti di intonaci e costoni sul mare
A Bacoli si sono verificati piccoli cedimenti di intonaci e distacchi di materiale da alcune pareti e costoni affacciati sul mare.
Le aree maggiormente monitorate riguardano:
- il lungomare,
- le zone vicine alle falesie,
- edifici già interessati da criticità strutturali.
Le autorità hanno disposto sopralluoghi tecnici per verificare eventuali rischi residui e mettere in sicurezza le aree più esposte.
Paura tra i residenti
Molti cittadini hanno raccontato di avere sentito un forte boato pochi istanti prima della scossa, seguito da vibrazioni molto intense.
In tanti sono scesi in strada in piena notte, soprattutto nelle zone storicamente più vicine all’epicentro dell’attività sismica flegrea.
Il timore resta elevato anche perché la popolazione convive da mesi con uno sciame sismico quasi continuo legato al fenomeno del bradisismo, che sta causando un progressivo sollevamento del suolo nell’area vulcanica dei Campi Flegrei.
Monitoraggio continuo dell’INGV
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua a monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno.
Gli esperti ribadiscono che:
- i terremoti rientrano nella dinamica del bradisismo,
- non ci sono al momento segnali di imminente eruzione vulcanica,
- resta però alta l’attenzione sulla frequenza e sull’intensità crescente delle scosse.
Nel frattempo proseguono le verifiche sugli edifici pubblici e privati, mentre i comuni dell’area flegrea restano in stato di massima attenzione.











