Il 23 novembre 1989, la città di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, Michele Piromalli, giovane operaio edile di appena 23 anni, perse la vita nel corso di uno scontro a fuoco riconducibile alle tensioni tra gruppi criminali della zona.
Michele non aveva alcun legame con le organizzazioni coinvolte, ma fu vittima innocente di quella violenza incontrollata. L’episodio generò shock e indignazione tra i cittadini, costretti a confrontarsi con l’atrocità delle faide locali e con il prezzo altissimo pagato dagli innocenti.
Le indagini, affidate alle forze dell’ordine locali, cercarono di fare luce sulla dinamica dello scontro, identificando i responsabili e ricostruendo le motivazioni che portarono al tragico evento. La morte di Michele Piromalli resta uno dei casi emblematici delle vittime innocenti della criminalità organizzata calabrese, simbolo della brutalità con cui le faide colpiscono non solo i diretti interessati ma anche chi, come lui, non aveva alcuna colpa.
Nel ricordo della comunità, Michele Piromalli è ricordato come un giovane lavoratore con la vita davanti, strappato ai suoi affetti e al suo futuro da una violenza cieca e ingiustificata.










