La Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore ha inviato una lettera ufficiale al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e al Prefetto di Salerno Francesco Esposito, esprimendo profonda preoccupazione per il flash mob organizzato venerdì 14 novembre 2025 sul piazzale antistante il Tribunale di Salerno a favore di Fabio Cagnazzo, imputato nel processo per l’omicidio di Angelo Vassallo.
Il flash mob ha visto la partecipazione di numerosi uomini in divisa dei Carabinieri, alcuni ancora in servizio, altri già in congedo. La Fondazione Vassallo ha definito la presenza dei rappresentanti dello Stato in un’iniziativa di sostegno a un imputato per concorso in omicidio con metodo mafioso “alquanto singolare e inquietante”.
Le perplessità della Fondazione
Nella missiva, la Fondazione solleva diverse domande:
I partecipanti sanno di far parte dello stesso corpo in cui l’imputato è inquadrato?
Sono a conoscenza che l’Arma dei Carabinieri dipende funzionalmente dal Ministero dell’Interno, parte civile nel processo?
Sanno che anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero di Grazia e Giustizia hanno scelto di costituirsi parte civile?
La Fondazione Vassallo ha inoltre chiesto chiarimenti sulla regolarità dell’autorizzazione dell’iniziativa: “Questo flash mob è stato autorizzato dal Prefetto di Salerno?”, si legge nella lettera, sottolineando come il luogo scelto – il piazzale del tribunale – richieda particolare rispetto, vista la gravità del processo in corso.
Il richiamo alla memoria storica e alla giustizia
Nel testo, la Fondazione richiama simbolicamente l’Areopago della Grecia antica, tribunale dove venivano giudicati gli omicidi premeditati, per ricordare la gravità dell’uccisione del sindaco di Pollica: “L’uccisione di nostro fratello Angelo è stato un omicidio premeditato – scrive la Fondazione – ed è spiacevole vedere uomini dello Stato continuare a seminare spine, come altri uomini dell’Arma hanno fatto negli ultimi 15 anni”.
La lettera conclude sottolineando la necessità di garantire rispetto per le istituzioni e per le parti civili, in particolare in un processo così delicato, e sollecita le autorità a valutare attentamente l’evento e la sua gestione.
L’iniziativa ha sollevato un acceso dibattito nell’opinione pubblica e tra le istituzioni, generando domande sul ruolo dei membri delle forze dell’ordine in iniziative civili legate a processi di grande rilevanza. La Fondazione Vassallo chiede ora chiarezza e interventi ufficiali per garantire che la vicenda non intacchi la dignità delle istituzioni e il rispetto dovuto alle vittime di mafia.










