Un testo dai contenuti espliciti, corroborato da un videoclip che rende ancora più inequivocabile il messaggio intriso nel brano “Senza paura”, lanciato dal cantante neomelodico Genny De Maria lo scorso 7 novembre su YouTube e sui social network.
Un mix esplosivo di immagini, musica e parole che ufficializza e consacra la nascita di un nuovo equilibrio camorristico all’ombra del Vesuvio, così come sottolineato dalle location scelte, in maniera tutt’altro che casuale, come sfondo del videoclip: l’iconico Bronx di San Giovanni a Teduccio, in via Taverna del Ferro, dove troneggia il celeberrimo murale di Diego Armando Maradona, ma anche strade e rioni-simbolo del quartiere Ponticelli, come il “parco di Topolino“, uno dei luoghi più caldi dell’intera zona sul fronte camorristico.
Una carrellata di immagini che ben riassume quello che quotidianamente accade tra le strade della periferia orientale di Napoli: spaccio di stupefacenti, estorsioni a tappeto, scorribande armate, capeggiate dalle figure di spicco della scena camorristica contemporanea, tutte riunite intorno al nuovo ras dell’alleanza che con una serie di mosse strategiche – favorito anche da cruciali vincoli di parentela – è riuscito a mettere all’angolo i fratelli De Micco. Una trafila ben descritta nel testo del brano, il cui significato viene palesemente rafforzato dalle immagini del video che nel giro di 48 ore ha superato le 50mila visualizzazioni: le barbe folte, gli atteggiamenti spavaldi, il modus operandi, perfino i pestaggi inscenati per incutere timore a chiunque, rivali e civili indistintamente, trovano una rappresentazione nel video, finalizzato non solo a rilanciare le quotazioni del clan, ma anche a diramare un messaggio esplicito.
Il nuovo assetto criminale, reso palese da una serie di azioni in netta antitesi con la politica criminale imposta dai fratelli De Micco, unitamente a diversi eventi che hanno lasciato tracce vistose, viene annunciato e suggellato dal brano che porta la firma di Genny De Maria, un cantante emergente della scena neomelodica.
Il brano riassume le gesta di un giovane membro del clan che da ragazzo ha pianto “la morte di un fratello”, ucciso in un agguato di camorra e che ha vissuto l’esperienza della detenzione in carcere solo una volta, dietro le sbarre “è diventato uomo e poi è uscito”: una descrizione che rispecchia in pieno la trafila criminale del nuovo ras di Ponticelli, legato a filo doppio ai Mazzarella, come ben rimarcano le immagini girate a San Giovanni a Teduccio. Un tempo semplice soldato, oggi figura apicale della fazione scissionista che sembra aver offuscato i fratelli De Micco, approfittando del fatto che difficilmente i tre boss fondatori dell’omonimo clan potranno nuovamente tornare in libertà, il nuovo ras vive di azioni dimostrative eclatanti e questo brano-tributo lo conferma.
Inequivocabili frasi come: “nel quartiere si sa che stiamo sempre qua e devono rispettarci”, “sono cresciuto in mezzo alla strada con i miei amici, per me è un onore, per loro darei la vita mia”, “il cognome di questa famiglia ha sempre comandato”, “con il coraggio che abbiamo andiamo sempre avanti con la bandiera alzata”, “quanti fratelli miei sono rinchiusi nell’inferno, stiamo aspettando, pensiamo noi alle famiglie, il pane non gli manca”, “mai nessuno in mezzo a noi si è tirato indietro o si è pentito” e soprattutto “un sacco di gente ha paura di noi”. Una frase che tristemente sottolinea la fierezza con la quale il clan ha seminato la strategia del terrore tra le strade del quartiere Ponticelli, imponendo il coprifuoco al calar del sole.










