“La scuola non è un lusso”. È il messaggio semplice ma potente scritto da Tiziana, 10 anni, alunna di quinta elementare dell’isola di Filicudi, nelle Eolie, in una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La bambina, che frequenta l’ultimo anno della scuola primaria, si trova davanti a una scelta difficile: per proseguire gli studi alle scuole medie sarà infatti costretta a lasciare la propria isola e trasferirsi sulla terraferma.
Il problema della scuola sull’isola
Il caso nasce da una situazione strutturale che riguarda le piccole comunità insulari: a Filicudi non è più attivo il percorso completo per la scuola secondaria di primo grado. Questo significa che, per continuare il proprio percorso scolastico, gli studenti devono lasciare l’isola, con un impatto profondo sulla vita familiare e sociale.
Secondo quanto riportato, il vuoto formativo trasforma un diritto fondamentale come l’istruzione in una scelta dolorosa tra studio e radici affettive.
La lettera alla premier
Nella sua lettera, la bambina esprime preoccupazione e tristezza per la possibilità di dover lasciare la propria casa, i nonni e gli amici. Il suo appello è chiaro: poter continuare a studiare senza essere costretta ad abbandonare l’isola.
Il messaggio si inserisce nel dibattito più ampio sulle “scuole di prossimità” e sul diritto all’istruzione nelle aree più isolate del Paese, dove la presenza di pochi alunni rende complessa l’organizzazione dei servizi scolastici.
Il nodo delle piccole isole
Il caso di Filicudi non è isolato. In diverse isole minori italiane la scuola è spesso garantita con numeri ridotti di studenti e attraverso soluzioni flessibili, come pluriclassi o collegamenti con altri istituti. Tuttavia, la continuità del servizio educativo resta fragile e legata a fattori demografici e organizzativi.
Esperienze simili, come quelle di Alicudi e altre isole eoliane, hanno mostrato negli anni quanto la scuola sia anche un presidio sociale oltre che educativo, capace di tenere insieme comunità spesso a rischio spopolamento.
Un diritto che diventa sfida
La vicenda di Tiziana riporta al centro il tema del diritto allo studio nelle aree periferiche e insulari. Non si tratta solo di numeri o di organizzazione scolastica, ma di equilibrio tra pari opportunità e tutela delle comunità locali.
Nel suo appello alla presidente del Consiglio, la bambina chiede semplicemente di poter restare nella sua isola senza rinunciare alla scuola. Un messaggio che, nella sua semplicità, riaccende il dibattito su come garantire istruzione e futuro anche nei territori più piccoli e isolati del Paese.










