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Condannate Nuova Sacelit e Italcementi di Volla: oltre un milione di euro di risarcimento a familiari vittima dell’amianto

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
31 Ottobre, 2025
in Cronaca, In evidenza
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Osservatorio Nazionale Amianto: l’INPS discrimina 70 lavoratori della FIREMA di Caserta esposti alla fibra killer
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Il Tribunale di Nola ha condannato Nuova Sacelit S.r.l. e Italcementi S.p.A. a risarcire con oltre 1 milione di euro ai familiari di lavoratore morto a causa di mesotelioma pleurico da esposizione ad amianto.

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Il Giudice ha riconosciuto la responsabilità delle aziende per violazione dell’obbligo di sicurezza sul luogo di lavoro, stabilendo che la malattia mortale fu provocata dalla prolungata esposizione alle fibre di amianto nello stabilimento Sacelit di Volla (Napoli), dove S.M. aveva lavorato dal 1974 al 1992 come elettricista.

“Questa sentenza rappresenta un atto di giustizia che arriva dopo anni di dolore e di attesa” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei familiari – “È il riconoscimento, non solo della responsabilità di chi ha esposto i lavoratori a un pericoloso cancerogeno come l’amianto, ma anche della sofferenza profonda di un’intera famiglia costretta a convivere con la perdita e con l’ingiustizia. Ogni decisione come questa restituisce dignità alle vittime e rafforza la speranza che nessuno debba più morire per il proprio lavoro.”

Una vita di lavoro, un dolore condiviso

S.M. per quasi vent’anni ha lavorato in reparti ad alta polverosità, addetto alla manutenzione degli impianti. Nel 2016 gli era stato diagnosticato un mesotelioma pleurico, malattia aggressiva e incurabile causata dall’amianto. Nonostante le cure, è deceduto il 30 luglio 2017, lasciando la moglie e tre figli. L’INAIL aveva già riconosciuto l’origine professionale della malattia, e il suo nome era stato inserito nel Registro Regionale dei Mesoteliomi della Campania.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale ha accertato la mancata tutela della salute e della sicurezza del lavoratore, riconoscendo che S.M. fu esposto per anni alle polveri di amianto senza adeguate misure di protezione e prevenzione. È stata inoltre riconosciuta la responsabilità solidale di Italcementi, in quanto società controllante con ingerenza nella gestione della sicurezza dello stabilimento. Alla moglie e ai tre figli di S.M. è stato riconosciuto un risarcimento complessivo superiore a 1 milione di euro, per il dolore e la perdita subiti, nonché per le sofferenze patite dalla vittima prima del decesso.

Un segnale di giustizia e speranza

Questa decisione rappresenta una vittoria legale e morale per tutte le famiglie che attendono ancora giustizia per le malattie da amianto. “Dietro ogni sentenza ci sono volti, famiglie, vite spezzate – aggiunge l’Avv. Bonanni – ma anche la speranza che simili tragedie non si ripetano più. Continueremo a batterci in tutta Italia per la tutela delle vittime e dei loro diritti.”

L’ONA offre consulenza legale e medica gratuita alle vittime e ai familiari, contattando il numero verde 800 034 294 o tramite il sito www.osservatorioamianto.it.

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