Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, in pieno centro storico, tra Port’Alba e piazza Bellini, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco nel corso di una rissa tra gruppi di giovani. La segnalazione allerta le forze dell’ordine: a dare l’allarme è una pattuglia dell’Esercito di presidio nella zona, che riferisce di aver udito spari. Gli agenti del commissariato Decumani e della Squadra Mobile si precipitano sul posto.
Sul selciato gli investigatori rinvengono numerosi bossoli, ma nessuna ogiva né arma immediatamente identificabile. Stando alle prime ricostruzioni, i colpi potrebbero essere stati sparati durante la lite, forse ad altezza uomo o in aria — non è ancora chiaro.
Intorno alla stessa ora, una 60enne si è presentata al Pronto Soccorso dell’ospedale Pellegrini con un proiettile conficcato nella spalla. Le sue condizioni non destano grave preoccupazione e non risulta in pericolo di vita. I poliziotti stanno verificando se il ferimento sia collegato agli spari di piazza Bellini.
Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, poco prima dello sparo era scoppiata una discussione tra due gruppi di ragazzi nella zona della movida: sarebbe quello il momento in cui qualcuno avrebbe estratto un’arma e sparato. Non si tratta, a quanto pare, di una “stesa” — un atto intimidatorio mirato — ma dell’esito drammatico di una lite degenerata.
Le autorità locali non hanno sottovalutato l’episodio: il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare misure di contrasto più stringenti e rafforzare i controlli nel centro storico, soprattutto nelle ore notturne.
Le indagini proseguono: gli agenti acquisiscono filmati delle telecamere pubbliche e private, interrogano eventuali testimoni, analizzano i bossoli rinvenuti e i tracciati balistici, con l’obiettivo di risalire agli autori e chiarire la dinamica completa dell’episodio.









