La Procura di Roma ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio per l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, indagata con una serie di accuse mosse dall’ex Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che risulta parte lesa nel procedimento.
Le accuse
Tra i reati contestati ci sono: stalking aggravato, con condotte persistenti rivolte non solo verso la vita privata, ma anche professionale e istituzionale di Sangiuliano; lesioni personali, con un episodio verificatosi il 17 luglio 2024 a Sanremo dove Sangiuliano avrebbe riportato una ferita alla testa di oltre nove centimetri; diffamazione aggravata, per la diffusione di immagini private e pubblicazioni di contenuti reputati offensivi o dannosi; interferenze illecite nella vita privata, incluso l’accesso non autorizzato al cellulare, la richiesta delle password, l’ispezione dei dispositivi, la sottrazione della fede nuziale e false dichiarazioni nel curriculum, relative all’organizzazione di eventi e vantaggi professionali rivendicati.
Le condotte ritenute illecite sono state ricostruite per il periodo tra maggio 2024 e aprile 2025. Boccia, imprenditrice originaria di Pompei, avrebbe intrattenuto inizialmente una relazione sentimentale con Sangiuliano, che poi sarebbe terminata. Dopo la rottura, secondo l’accusa, sarebbero cominciate le azioni persecutorie.
Tra le modalità contestate, risulta: registrazione di conversazioni a sua insaputa (inclusa una confessione telefonica del presunto tradimento); pubblicazione di immagini private sui social senza consenso; richiesta pressante che Sangiuliano la nomini in incarico fiduciario al Ministero della Cultura, per giustificare la sua presenza negli uffici ministeriali e sottrazione della fede nuziale.
Questo caso ha avuto ripercussioni politiche rilevanti. L’esplosione del caso seguì a dichiarazioni pubbliche e alla denuncia di Sangiuliano che culminarono, secondo varie fonti, con le sue dimissioni da Ministro della Cultura.
Con la richiesta di rinvio a giudizio si entra nella fase in cui Maria Rosaria Boccia dovrà affrontare il processo in tribunale: sarà chiamata a difendersi rispetto ai vari capi d’imputazione. Sangiuliano e le altre parti offese (anche sua moglie e l’ex capo di gabinetto, Francesco Gilioli) si costituiranno parte civile.











