Un acceso scontro mediatico ha coinvolto il senatore Maurizio Gasparri e la giornalista Lucia Goracci, inviata del TG3, durante la trasmissione televisiva Re-Start su Rai 3.
Gasparri ha definito Goracci “negazionista del 7 ottobre”, accusandola di minimizzare le atrocità commesse durante l’attacco di Hamas in Israele. In particolare, ha contestato una sua intervista in cui la giornalista aveva messo in dubbio la veridicità di alcune immagini di bambini israeliani bruciati vivi, diffuse sui social media.
La reazione di Gasparri ha suscitato immediata indignazione tra i colleghi giornalisti e i rappresentanti politici. Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, ha definito le parole del senatore “inaccettabili”, sottolineando che Goracci ha sempre operato con rigore e riscontri oggettivi. Anche il Partito Democratico, attraverso i membri della Commissione di Vigilanza Rai, ha parlato di “intimidazione politica e abuso di ruolo”.
In difesa di Gasparri, il deputato di Forza Italia, Andrea Cattaneo, ha dichiarato che le critiche del senatore erano giustificate, sostenendo che le affermazioni di Goracci fossero “assurde”. Gasparri stesso ha replicato alle polemiche, accusando la giornalista di aver diffuso “affermazioni false e incaute” e chiedendo pubblicamente le sue scuse.
Molti hanno espresso preoccupazione per il tentativo di delegittimare il lavoro dei professionisti dell’informazione, mettendo in discussione la loro imparzialità e competenza.
Lo scontro tra Gasparri e Goracci evidenzia le sfide che i giornalisti affrontano nel fornire una copertura accurata e imparziale degli eventi, e l’importanza di difendere la libertà di stampa come pilastro fondamentale della democrazia.










