Il mondo dello sport e dello spettacolo piange Hulk Hogan, al secolo Terry Eugene Bollea, morto all’età di 71 anni per un arresto cardiaco nella sua casa di Clearwater, in Florida. La notizia, diffusa nelle prime ore del mattino del 24 luglio, ha scosso fan, colleghi e appassionati di wrestling in tutto il mondo. L’uomo che ha incarnato la leggenda della “Hulkamania” se ne va lasciando dietro di sé un’eredità imponente, fatta di trionfi, cadute, trasformazioni e un’influenza culturale senza precedenti.
Nato l’11 agosto 1953, Hulk Hogan ha debuttato sul ring alla fine degli anni ’70, ma fu nel 1984, con la vittoria del titolo mondiale WWF contro The Iron Sheik, che si consacrò come superstar globale. Con il suo look inconfondibile — bandana, baffi biondi e una muscolatura scolpita — e lo slogan “Whatcha gonna do when Hulkamania runs wild on you?”, Hogan divenne il volto della World Wrestling Federation, contribuendo in modo determinante alla sua popolarità internazionale.
Icona dell’intrattenimento sportivo, ha affrontato leggende del ring come André the Giant, Randy Savage, Ultimate Warrior e Ric Flair, diventando simbolo di una generazione e ispirando migliaia di giovani fan.
Non solo wrestling: Hogan ha costruito anche una carriera nel mondo dello spettacolo, recitando in film come “Rocky III” e “Mr. Nanny”, e partecipando a programmi televisivi tra cui Thunder in Paradise e il reality Hogan Knows Best. La sua popolarità era così vasta da farne un personaggio noto ben oltre il quadrato del ring.
Nel 1996, Hogan compì una svolta clamorosa: abbandonò il ruolo dell’eroe americano per diventare “Hollywood Hogan”, un personaggio più oscuro e arrogante, all’interno della WCW. La fondazione del gruppo nWo (New World Order) insieme a Scott Hall e Kevin Nash rivoluzionò il wrestling degli anni ’90, confermandolo protagonista anche nella sua “seconda carriera”.
Hogan è stato anche al centro di scandali e polemiche, soprattutto per alcune frasi razziste emerse in un video privato del 2015 che gli costarono la sospensione dalla WWE. Dopo pubbliche scuse, venne reintegrato nella Hall of Fame della federazione e accolto nuovamente dai fan, sebbene la sua immagine fosse ormai segnata da luci e ombre.
Negli ultimi mesi, Hogan aveva subito un intervento chirurgico al collo, da cui sembrava si stesse riprendendo bene. La moglie Sky Daily, con cui si era sposato nel 2022, aveva recentemente rassicurato i media sulle condizioni di salute dell’ex campione. Tuttavia, nella mattinata del 24 luglio, un improvviso arresto cardiaco ha messo fine alla vita di una delle personalità più influenti dello sport e dello spettacolo americano.
Hulk Hogan è stato molto più di un wrestler: è stato un simbolo generazionale, capace di fondere sport, teatro e cultura pop in un mix esplosivo. Con 12 titoli mondiali vinti, la partecipazione a eventi storici come WrestleMania III e una carriera durata oltre quattro decenni, lascia un segno indelebile nella storia del wrestling.
La WWE, in un comunicato ufficiale, ha espresso “profondo dolore” per la scomparsa del suo Hall of Famer, mentre in tutto il mondo continuano i tributi social da parte di fan, atleti e colleghi.









