Le truffe agli anziani sono in costante aumento, soprattutto in grandi città come Napoli, dove organizzazioni criminali ben strutturate mettono in atto schemi sempre più sofisticati. Le vittime preferite sono persone sole, fragili e spesso con difficoltà a usare strumenti digitali. Ma difendersi è possibile, con l’aiuto della famiglia, delle istituzioni e di semplici accorgimenti quotidiani.
Conoscere il modus operandi dei truffatori è il primo passo per evitarli. Ecco le principali tecniche:
Telefonata d’allarme: una voce (spesso giovane) simula un parente in difficoltà (“Mamma, ho fatto un incidente!”) e chiede soldi urgenti.
Finto carabiniere o avvocato: un complice chiama subito dopo per spiegare l’urgenza e concordare il ritiro del denaro.
Truffe a domicilio: finti tecnici del gas, dipendenti comunali o assistenti sociali si presentano alla porta per “verifiche”, ma in realtà entrano per rubare.
Phishing bancario: truffe telefoniche o via SMS/WhatsApp che imitano le banche e chiedono di “aggiornare” dati sensibili o PIN.
Gli anziani sono bersagli ideali per i truffatori perché vivono spesso da soli, hanno meno familiarità con la tecnologia, tendono a fidarsi dell’autorità (polizia, operatori, medici) e soprattutto in molti casi soffrono di declino cognitivo o ansia, e cedono facilmente alla pressione psicologica.
10 consigli pratici per difendersi
1. Mai dare soldi o gioielli a sconosciuti che si presentano a nome di parenti o autorità.
2. Mai fornire dati personali o bancari per telefono, SMS, email o messaggi WhatsApp.
3. Non aprire la porta a chi non si conosce, anche se mostra un tesserino: chiamare sempre un familiare o il 112.
4. Bloccare le chiamate sospette o provenienti da numeri esteri o sconosciuti.
5. Parlare apertamente con i propri cari: condividere dubbi, episodi strani o richieste sospette.
6. Tenere accanto al telefono un foglietto con le regole base: “Non dare soldi”, “Chiama tuo figlio”, “Chiama i Carabinieri”.
7. Attivare il “Chi è” e blocco chiamate anonime sul telefono fisso.
8. Installare videocitofono e serrature sicure.
9. Conservare gioielli e contanti in luoghi sicuri, possibilmente in cassette di sicurezza.
10. Segnalare ogni tentativo di truffa, anche se non andato a buon fine.
Parlare spesso con i genitori/nonni, ascoltandoli e mettendoli in guardia con esempi reali è il primo passo da compiere per proteggerli dalle truffe. Adottare alcuni espedienti che potrebbero tornare utili in momenti di difficoltà è altrettanto importante, come creare una parola d’ordine familiare da usare in caso di emergenza telefonica, simulare situazioni di truffa, così da “allenarli” a reagire con freddezza e soprattutto controllare i movimenti bancari (previo consenso), soprattutto in caso di ridotta autonomia.
Le forze dell’ordine e i Comuni dal loro canto offrono strumenti e iniziative di prevenzione: campagne di sensibilizzazione promosse da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, incontri nei centri anziani, parrocchie, biblioteche, con testimonianze dirette e simulazioni, volantini, locandine e spot TV con consigli semplici e diretti, numero unico 112 per segnalare truffe o richieste sospette.
Prezioso soprattutto il supporto fornito dalle tecnologia: le App per il blocco delle chiamate truffaldine, come TrueCaller o Hiya, telecamere intelligenti, videocitofoni connessi a smartphone, braccialetti salvavita per contattare familiari o soccorsi in un click.
Difendere gli anziani dalle truffe non è solo una questione di sicurezza, ma di dignità, rispetto e protezione sociale. Serve un lavoro di squadra: familiari, vicini, istituzioni e gli stessi anziani devono essere protagonisti attivi nella prevenzione.











