Un fiume colorato ha invaso le strade del centro città: il Napoli Pride 2025 ha richiamato migliaia di persone in un corteo vibrante e partecipato, che ha unito rivendicazioni per i diritti civili, richiami alla pace e un forte messaggio di inclusione.
Il corteo è partito nel pomeriggio di sabato 5 luglio da Piazza Municipio, snodandosi lungo via Toledo e raggiungendo Piazza Plebiscito, tra musica, slogan e cartelli che raccontavano identità, storie e desideri di un’Italia più giusta e accogliente.
Tra le bandiere arcobaleno, quest’anno si sono alzate anche quelle della Palestina, accompagnate da striscioni per il cessate il fuoco a Gaza e interventi che hanno sottolineato l’urgenza di «una pace giusta che non dimentichi l’umanità». In molti hanno voluto unire la causa LGBTQIA+ a quella dei diritti umani globali, ribadendo che “non esistono diritti a metà”.
Tra i manifestanti, associazioni, famiglie arcobaleno, studenti e tanti cittadini comuni. C’era chi sfilava per la prima volta, chi da anni non mancava a un Pride, chi portava con sé il ricordo di discriminazioni subite e la voglia di un futuro diverso.
Il Pride è stato anche spettacolo, performance e condivisione. Sul palco allestito in Piazza Plebiscito, artisti e attivisti si sono alternati fino a tarda sera. Ospiti d’onore: la cantante partenopea Arisa, da anni voce e alleata della comunità LGBTQ+, e Peppino Di Capri, che ha chiuso la serata con una versione simbolica di “Champagne”, trasformata in un inno alla libertà d’amare.
Il Napoli Pride 2025 ha saputo essere al tempo stesso festoso e consapevole: un momento di celebrazione ma anche di memoria, con spazi dedicati alle vittime dell’omolesbobitransfobia, alla comunità palestinese e a chi combatte ancora per diritti negati.Un Pride che non chiede soltanto di essere visto, ma ascoltato.











