Il 28 aprile, insieme alla Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, si celebra anche la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, una ricorrenza dedicata a ricordare le persone colpite da gravi malattie causate dall’esposizione a questo materiale.
La giornata nasce dall’esigenza di commemorare le vittime, dare voce ai malati e promuovere azioni concrete per eliminare i rischi legati all’amianto nel mondo.
L’amianto (o asbesto) è un minerale fibroso, un tempo largamente utilizzato in edilizia, nell’industria e nei trasporti per le sue eccezionali proprietà isolanti e resistenti al calore. Tuttavia, si è scoperto che le fibre di amianto, se inalate, possono causare gravi malattie, anche a distanza di decenni dall’esposizione. Le principali patologie correlate sono: mesotelioma pleurico (un tumore raro e aggressivo), asbestosi (una fibrosi polmonare cronica), tumori polmonari e gastrointestinali.
Non esiste un livello sicuro di esposizione all’amianto: anche piccole quantità possono essere letali.
Nonostante l’amianto sia stato vietato in molti Paesi (in Italia dal 1992 con la legge 257/92), il problema rimane attuale: milioni di tonnellate di amianto sono ancora presenti in edifici, scuole, ospedali e mezzi di trasporto. Si registrano ancora decine di migliaia di nuovi casi di malattie amianto-correlate ogni anno nel mondo.
La bonifica dell’amianto esistente è spesso lenta, costosa e, in alcuni casi, ancora non avviata. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 100.000 persone muoiono ogni anno a causa di malattie legate all’amianto.
La Giornata mondiale delle vittime dell’amianto vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su alcune richieste fondamentali: bonifica rapida dei siti contaminati, tutela sanitaria per i lavoratori e i cittadini esposti, giustizia per le vittime e le loro famiglie, divieto globale dell’estrazione, della lavorazione e dell’uso di qualsiasi tipo di amianto (ancora legale in alcuni Paesi).
In molti luoghi si organizzano manifestazioni, convegni, cerimonie commemorative e campagne informative per mantenere alta l’attenzione sul problema.Il significato della memoriaRicordare chi ha perso la vita a causa dell’amianto non è solo un atto di pietà, ma un impegno civile.
Ogni vittima rappresenta un monito: la sicurezza sul lavoro e il diritto alla salute devono essere difesi ogni giorno con forza e determinazione.











