I festeggiamenti di capodanno hanno fornito l’ennesimo pretesto utile al clan De Micco di Ponticelli che ha inscenato tra le strade del quartiere uno spettacolo pirotecnico lungo ed eclatante, finalizzato a consacrare la totale e dilagante leadership dei “bodo”.
L’ennesima, plateale e indisturbata dimostrazione di forza e di totale e dilagante controllo del territorio.
Anche quest’anno, nel quartiere della periferia orientale di Napoli, lo spettacolo pirotecnico di capodanno è stato generosamente offerto dai De Micco, il clan che detiene il controllo del territorio e che dopo i recenti arresti, complici alcune scarcerazioni eccellenti, ha superato il momento di difficoltà ed è tornato a mostrare i muscoli alla cittadinanza inscenando una teatrale dimostrazione di forza.
Una pioggia di fuochi d’artificio che da San Rocco a viale Margherita ha coinvolto intere strade, protraendosi per quasi due ore. Migliaia e migliaia di euro mandati in fumo per ostentare ricchezza, sfarzo, potere. Un’ostentazione di forza che nel gergo camorristico è sinonimo di stabilità economica ed è finalizzata a certificare l’ottimo stato di salute di cui gode il clan.
Una performance eclatante e plateale, andata in scena senza intoppi, lungo le strade principali del quartiere, nonché fortini-simbolo del potere dei “bodo”, ma a suggellare il momento di gloria del clan De Micco concorre anche un altro tassello cruciale, sbandierato sui social.
Il boss Marco De Micco, fondatore dell’omonimo clan, detenuto dall’aprile del 2022, ha assistito in diretta allo spettacolo pirotecnico in scena tra le strade del quartiere controllato dal suo clan. Collegato in videochiamata con i parenti, grazie al telefono cellulare detenuto illegalmente in carcere, il boss dei “bodo” si è goduto la lunga pioggia di fuochi d’artificio finanziati dal suo clan che certifica la supremazia assoluta della sua organizzazione su tutto e tutti. Stato compreso.
Sorridente e compiaciuto, malgrado la detenzione, il boss troneggia sui suoi affiliati e sul quartiere e assiste orgoglioso allo spettacolo finanziato dai proventi illeciti che continuano a confluire nelle casse del suo clan.
L’ostentazione di quel frame composto dalle immagini che mostrano il boss dei De Micco sorridente e fiero mentre festeggia insieme a parenti e affiliati allo scoccare della mezzanotte, rappresenta la più sonora e mortificante sconfitta dello Stato, perché sbatte in faccia a tutti l’evidente senso di impunità di cui beneficia il boss dei “bodo”.
Come è perché viene consentito tutto questo?Per quale motivo un boss della caratura di Marco De Micco non è sottoposto al regime di reclusione speciale, ovvero quel 41 bis previsto per i detenuti più pericolosi? Chi e perché ha lasciato che esponenti di un clan di camorra disponessero arbitrariamente e in maniera indisturbata delle strade del quartiere per ore, collocandovi dozzine di batterie di fuochi d’artificio?
Il 2025 inizia decisamente con il piede sbagliato tra le strade di Ponticelli. Un quartiere sempre più sopraffatto dalla camorra e dalle sue logiche.










