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Dal Giappone arriva la “lavatrice umana del futuro” che sostituisce vasca e doccia

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
15 Dicembre, 2024
in Non solo hobby
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Dal Giappone arriva la “lavatrice umana del futuro” che sostituisce vasca e doccia
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Una “lavatrice umana” capace di lavare e asciugare un uomo in soli quindici minuti. La bizzarra innovazione arriva dal Giappone. A partire dal 2025 questo incredibile dispositivo sarà infatti disponibile sul mercato.

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Questo dispositivo destinato all’igiene dell’essere umano è stato ribattezzato Mirai Ningen Sentakuki, che nella lingua del Paese del Sol Levante significa “lavatrice umana del futuro”. L’apparecchio ha fatto la sua prima comparsa all’Osaka Kansai Expo 2023, ma all’epoca era soltanto un prototipo e forse nessuno, in quel momento, l’aveva preso troppo sul serio. Invece, trascorso pochissimo tempo, Science Co., l’azienda produttrice di questa macchina, ha fatto sapere che il suo prodotto è pronto a essere lanciato sul mercato. Sarà disponibile alla vendita a partire dal 2025.

Mirai Ningen Sentakuki promette di lavare, asciugare e garantire un’esperienza di assoluto relax al suo utilizzatore. Il tutto in soli quindici minuti. Se dovesse realmente prendere piede, vasche da bagno e docce potranno seriamente divenire obsolete. “Con milioni di persone alla ricerca di soluzioni igieniche e di benessere che si adattino ai ritmi frenetici della vita moderna, questa tecnologia rappresenta un passo avanti significativo”, ha commentato un entusiasta Yasuaki Aoyama, presidente di Science Co.

Ma come funziona questa lavatrice umana? Il macchinario non è altro che una grossa capsula in cui è possibile assumere una posizione semi-seduta. Una volta che la persona si è sistemata sul sedile centrale, il dispositivo trasparente, molto simile a una cabina di pilotaggio, si riempie parzialmente d’acqua e inizia a lavare. Durante tutta l’operazione, la macchina misura il battito cardiaco di chi la occupa, rilevando anche altri parametri, grazie ad alcuni sensori incorporati. Gli stessi sensori permettono che l’acqua sia della temperatura ideale. Vengono inoltre spruzzate delle bolle d’aria a forte velocità, e questo consente di rimuovere lo sporco dalla pelle grazie all’onda d’urto prodotta dal loro scoppio. Tutto ciò senza l’uso di prodotti chimici.

Non solo. Grazie a un sistema di intelligenza artificiale, Mirai Ningen Sentakuki è in grado di capire lo stato d’animo dell’utente, e può proiettare su uno schermo un video appositamente scelto prima del bagno.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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