Continuano ad emergere retroscena agghiaccianti che concorrono a far luce sulle circostanze in cui è maturato l’omicidio del 15enne Emanuele Tufano, avvenuto nel cuore della notte dello scorso 24 ottobre, lungo la strada che collega piazza Mercato e Corso Umberto I.
Prende sempre più forma l’ipotesi dello scontro tra bande di giovanissimi. Il gruppo proveniente dal rione Sanità, quartiere d’origine del 15enne, avrebbe tentato un’incursione nella zona di piazza Mercato, proprio per sfidare una banda di giovanissimi rivali che avrebbero risposto al fuoco, ingaggiando una vera e propria sparatoria nel pieno centro cittadino. Un raid al quale avrebbero partecipato anche ragazzini, o meglio bambini, forse di età inferiore ai 14 anni.
Al momento sarebbero solo due gli indagati, un 15enne e un 17enne uno dei quali, si sarebbe recato in Questura spontaneamente per rilasciare autoaccusatorie, omettendo di rispondere a molti dei quesiti che gli investigatori gli hanno rivolto.
Gli inquirenti lavorano anche per accertare il possibile coinvolgimento di maggiorenni, forse legati alla criminalità organizzata, e risalire ai canali attraverso i ragazzini sono riusciti a procurarsi le armi.
Determinante la visione dei filmati acquisiti dagli investigatori che avrebbe consentito di identificare altri giovanissimi coinvolti nel conflitto a fuoco, tra cui anche i minori non imputabili, mentre dai primi rilievi è emerso che siano state utilizzate cinque armi da fuoco.
Nel pomeriggio di martedì 29 ottobre verrà conferito l’incarico al medico legale che si dovrà occupare dell’esame autoptico sul corpo del 15enne. Gli avvisi sono stati inoltrati a entrambi gli avvocati dei minorenni, allo stato indagati solo per la detenzione delle armi, i quali hanno deciso di non nominare un consulente di parte.










