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Bimba napoletana uccisa da una statua a Monaco, il padre: “Soccorsi lenti, non dimenticherò mai lo sguardo di mia figlia che mi chiedeva aiuto”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
1 Settembre, 2022
in Cronaca, In evidenza
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Bambina napoletana di 7 anni muore schiacciata da una statua a Monaco
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E’ atteso nel pomeriggio di venerdì 2 settembre il rientro a Napoli della salma della piccola Lavinia, la bambina morta schiacciata da una statua mentre era in vacanza a Monaco con i genitori. Il giorno successivo, sabato 3 agosto alle ore 12, invece, si svolgeranno i funerali. 

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“L’ambulanza è arrivata in una manciata di minuti, ma poi – con mia figlia a bordo – è rimasta ferma almeno mezz’ora davanti all’albergo prima, finalmente, di partire. Non so se le cose sarebbero andate diversamente se Lavinia fosse stata soccorsa con maggiore tempestività. Quello che invece so è che il primo arresto cardiaco mia figlia lo ha avuto in ambulanza. In ogni caso sono tutte risposte che avremo, spero, al termine delle indagini”. Racconta in un’intervista rilasciata a “Il Mattino” Michele Trematerra, il padre di Lavinia, la bimba napoletana di 7 anni morta schiacciata da una statua mentre giocava nel cortile di un albergo a Monaco di Baviera, in Germania, dove era in vacanza con la sua famiglia. “Non dimenticherò mai lo sguardo di mia figlia che mi chiedeva aiuto. L’ho tenuta in braccio, impotente, fino all’arrivo dell’ambulanza”, ha aggiunto l’uomo. 

Sui tempi dei soccorsi, Trematerra ha aggiunto che “mi hanno spiegato che aspettavano indicazioni su dove portarla, quale fosse un pronto soccorso disponibile e ci sono voluti trenta minuti prima che la centrale operativa di Monaco di Baviera desse indicazioni sul da farsi. Da noi funziona che se chiami il 118, il paziente in codice rosso viene trasportato nell’ospedale più vicino senza perdere neanche un minuto. Parliamo della Germania come un Paese perfetto, dove tutto funziona al meglio e la sanità, in particolar modo, rappresenta un vero e proprio modello. Invece è un Paese assai imperfetto”.

“Non sono riuscito a salvare Lavinia. L’ho vista schiacciata sotto quel blocco di marmo: ho fatto di tutto per cercare di liberarla ma non ce l’ho fatta”, ha continuato Trematerra.

Il padre della piccola ha poi spiegato che “la statua sembrava un macigno, credo pesasse almeno un centinaio di chili, forse anche di più. Una scultura alta quasi due metri, difficile sollevarla. E dire che non c’era neanche un cartello per avvertire di non avvicinarsi troppo indicando una situazione di pericolo. Era lì, senza alcuna protezione, nel bel mezzo di un giardino frequentato da tutti gli ospiti dell’hotel. Dalle fotografie che abbiamo scattato si vede con molta chiarezza che non c’era nessun ancoraggio al terreno, era semplicemente appoggiata. Non solo. Il prato intorno al piedistallo era impregnato di acqua piovana in seguito ai forti temporali che si sono susseguiti per giorni. Una circostanza che potrebbe aver messo ulteriormente a rischio la resistenza della statua. Dall’albergo non abbiamo ricevuto neanche una parola di circostanza”. 

“Abbiamo appena saputo dal nostro avvocato che il pubblico ministero tedesco ha avviato una perizia per verificare la stabilità della statua e le ragioni per cui è finita addosso a una bambina di sette anni uccidendola. È stato nominato un perito che dovrà occuparsi solo di questo aspetto. I tempi mi hanno già anticipato che saranno lunghi, prima di tre o quattro mesi credo che non sapremo nulla e né avremo i referti”, ha concluso l’uomo.

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