• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
sabato, 10 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Camorra Ponticelli: clan in fibrillazione, Tommaso Schisa potrebbe ritrattare

Luciana Esposito di Luciana Esposito
7 Ottobre, 2019
in Cronaca, In evidenza
0
Trema la camorra di Ponticelli: si è pentito Tommaso Schisa, figlio della “pazzignana” Luisa De Stefano

Tommaso Schisa

Share on FacebookShare on Twitter

14237583_314097605607360_3823671500434667107_n Ponticelli è un quartiere in balia degli eventi e la tensione è alle stelle nei rioni della camorra, dove le sorti dei clan appaiono legate ad un evento ben preciso: il pentimento di Tommaso Schisa, figlio della “pazzignana” Luisa De Stefano e dell’ex affiliato al clan Sarno Roberto Schisa.

ADVERTISEMENT

Di recente condannato a 13 anni di reclusione, Tommaso Schisa è accusato di essere l’ideatore di una rapina messa a segno in un’agenzia di Marigliano, oltre che di essere l’esecutore materiale di una rapina avvenuta in una sala slot di Marigliano e di altre due rapine avvenute in una tabaccheria e in un bar di Marigliano, tutte messe a segno tornato in libertà dopo diversi anni di carcerazione. Schisa è accusato anche di aver rivolto reiterate minacce ad alcuni esercenti dell’entroterra nolano, in particolare a Marigliano, comune di residenza del giovane rampollo della famiglia in auge nel Rione De Gasperi di Ponticelli, per conto della quale avrebbe curato gli affari con il “clan dei mariglianesi” capeggiato da Luigi Esposito detto ‘o sciamarro.

11 gennaio 2016, 4 marzo 2016, 20 marzo 2016, 23 marzo 2016: queste le date in cui il giovane Schisa, in alcuni casi con la partecipazione di Michele Minichini, – di recente condannato all’ergastolo per l’omicidio Colonna-Cepparulo – sarebbe entrato in azione in alcuni esercizi commerciali del nolano per compiere delle rapine.

Sulla scelta del giovane, dunque, non avrebbe inciso l’idea di dover trascorrere un decennio in carcere, per l’ennesima volta, ma il clima in cui è maturata la condanna. 

In seguito all’arresto del padre, Roberto Schisa, al quale fu inferta una pesante condanna per effetto delle dichiarazioni rese dai fratelli Sarno, una volta diventati collaboratori di giustizia, la famiglia Schisa, al pari delle altre private del capofamiglia per le stesse motivazioni, si trovarono davanti ad un bivio: chiudere con la camorra e ripartire da zero o continuare a vivere seguendo le istruzioni della malavita. “Le pazzignane” Luisa De Stefano – madre di Tommaso e moglie di Roberto Schisa – e Vincenza Maione hanno continuato ad osservare le regole del”sistema”, crescendo i figli a pane e camorra. Principalmente dedite all’attività di spaccio, “le pazzignane” hanno azzardato “il salto di qualità” alleandosi con il cartello Minichini-De Luca Bossa- Rinaldi, approfittando della resa del clan De Micco, dal novembre del 2017, hanno iniziato a risalire la china. 

Soldi, potere e vana gloria hanno ringalluzzito le casse delle “Pazzignane” per un anno all’incirca, fino a quando – insieme ad altre 6 persone dell’alleanza – non sono state tratte in arresto per l’omicidio Colonna-Cepparulo che, di fatto, sancì l’inizio di una nuova era camorristica a Napoli est, oltre che la concretizzazione dell’alleanza tra i “vecchi clan” in declino, ma vogliosi di riconquistare un posto autorevole nel contesto malavitoso ponticellese.

La richiesta del massimo della pena per tutti gli imputati – compresa sua madre e sua zia – e la certezza sempre più palpabile che quella condanna sarebbe arrivata, avrebbero inciso notevolmente sulla decisione di Tommaso Schisa di rivedere il suo ruolo nell’assetto del clan di famiglia. Una condanna che, di fatto, è arrivata poche settimane fa e che ha definitivamente mandato in frantumi i sogni di gloria e la brama di potere delle “pazzignane”, nuovamente costrette a fronteggiare notevoli difficoltà economiche. 

Al cospetto di questa situazione che lo vedrebbe costretto a vivere in regime di ristrettezze economiche, aggravate dalla consapevolezza che la madre trascorrerà il resto della vita in carcere, il giovane Schisa avrebbe deciso di optare per la scorciatoia, pur subendo notevoli pressioni da parte dei familiari, increduli al cospetto di quella scelta che faticavano ad attribuire al frutto dell’amore di un uomo ed una donna d’onore, entrambi disposti ad affrontare il carcere, pur di non rinnegare la camorra e le sue regole.

Figlio di una generazione malsana, allevata nel segno delle conseguenze che scaturirono dal pentimento degli alleati del padre, Tommaso Schisa ha vissuto mesi molto duri, nell’arco dei quali ha subito e non poco la volontà dei parenti, tant’è vero che le sue certezze hanno vacillato più volte nel corso di un’estate particolarmente rovente. Per questo motivo, i clan che stanno seguendo le evoluzioni di quella che potrebbe essere definita l’ultima serie tv ispirata alla camorra che sta andando in scena nei rioni della malavita ponticellese, attendono con ansia ed apprensione i risvolti di quella scelta che potrebbe cambiare le vite di molte persone, come insegna il passato.

Anche Tommaso Schisa, così come fu per sua madre al cospetto del pentimento dei Sarno, si trova davanti ad un bivio: ritrattare assecondando la volontà della famiglia, continuando a comportarsi da “uomo d’onore”, degno del cognome che porta e del sangue che scorre nelle sue vene o assecondare quella volontà esternata da tempo e vuotare il sacco davanti agli inquirenti. In quest’ultimo caso, resterebbe da capire di quante e quali informazioni sia in possesso il giovane rampollo di casa Schisa, in relazione alle dinamiche camorristiche di Ponticelli, considerando gli anni trascorsi in carcere e quelli vissuti a Marigliano. Tommaso Schisa potrebbe disporre di informazioni tutte da provare, perchè frutto di rivelazioni della madre.

Negli ultimi giorni, in particolare, nel Rione De Gasperi di Ponticelli, la roccaforte della famiglia Schisa, serpeggia con insistenza una voce che, se fondata, lascerebbe il posto all’ennesimo colpo di scena: “o’ muccusiello” – questo il soprannome di Tommaso Schisa – avrebbe ritrattato, tornando sui suoi passi, assecondando la volontà della famiglia. Proprio il diniego della moglie e della sorella di entrare nel piano di protezione, raggiungendolo in località protetta, potrebbero aver inciso in tal senso, spingendo il giovane Schisa a decidere di restare fedele a mamma-camorra. Ad infittire il mistero alimentando questa tesi, vi è il fatto che Schisa è tuttora detenuto in carcere: secondo i rumors del rione De Gasperi, proprio il fatto che il giovane non sia stato condotto in un luogo più sicuro, può rappresentare la prova lampante della sua battuta d’arresto dinanzi alla magistratura. 

Un copione già visto, meno di un anno fa: protagonista la lady-camorra del Lotto O di Ponticelli, Anna De Luca Bossa che dopo aver rivelato la stessa intenzione, ritrattò le poche dichiarazioni rese, subendo pressioni dai parenti pressioni analoghe a quelle rifilate al giovane Schisa.

A conferma dello stato confusionale di Tommaso Schisa, vi sarebbe un altro episodio: lo scorso 2 ottobre, ai parenti che si erano recati in carcere per fargli visita, è stata negata la possibilità di vederlo e gli è stato chiesto di non presentarsi più ai colloqui. Una situazione che impone diversi quesiti: è stato Schisa, fermo nell’intenzione di collaborare con la giustizia, a rifiutare di vedere i parenti, per non essere sottoposto alle loro pressioni o si tratta di un’ordine “calato dall’alto” proprio per evitare che il giovane possa ritornare sui suoi passi, subendo l’ascendente dei familiari? 

Lo scopriremo nelle prossime puntate…

Tags: camorracamorra ponticellicollaboratore di giustiziaLuisa De Stefanoponticellirione de gasperiroberto schisatommaso schisatommaso schisa collaboratore
ADVERTISEMENT
Prec.

Tagliatelle ai funghi porcini: la ricetta

Succ.

Camorra Ponticelli: assolti e scarcerati i fratelli Casella, perchè intercettati senza autorizzazione

Può interessarti

Assegnata la scorta a Don Maurizio Patriciello
Cronaca

Caivano, consegnò un proiettile a don Patriciello durante la messa: condannato a tre anni

9 Ottobre, 2026
Immagine di repertorio
Cronaca

Ponticelli, ricercato da giugno: arrestato in una pizzeria di Arzano

9 Ottobre, 2026
Cronaca

VIDEO-Napoli, CIE manomesse: quattro casi in 24 ore, controlli da Soccavo a Capri

9 Ottobre, 2026
Napoli, truffa del finto bancario: recuperati 27mila euro per un 76enne
Cronaca

Napoli, truffa del finto bancario: recuperati 27mila euro per un 76enne

9 Ottobre, 2026
Immagine di repertorio
Cronaca

Arzano, violenze in casa davanti al figlio di 8 anni: arrestato un 47enne, bloccato con lo spray al peperoncino

9 Ottobre, 2026
Agnano, spari fuori dalla discoteca: tre indagati per il tentato omicidio di un minorenne
Cronaca

Pianura, investono una volante durante la fuga: arrestato il fratello di Gennaro Ramondino

9 Ottobre, 2026
Succ.
Camorra Ponticelli: assolti e scarcerati i fratelli Casella, perchè intercettati senza autorizzazione

Camorra Ponticelli: assolti e scarcerati i fratelli Casella, perchè intercettati senza autorizzazione

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Aspirapolvere robot e lavapavimenti: guida completa per la casa 

di Redazione Napolitan
10 Ottobre, 2026
0

Un aspirapolvere e lavapavimenti robot può svolgere gran parte del lavoro quotidiano necessario per mantenere i pavimenti in ordine, riducendo polvere, briciole, peli e leggere macchie con uno sforzo minimo da parte tua. Invece di sostituire ogni attività di pulizia profonda, si occupa della manutenzione di routine, così la casa rimane costantemente più pulita tra una sessione manuale e l’altra. I modelli moderni combinanoaspirazione, lavaggio, mappatura e controlli tramite app, il che li rende utili per famiglie impegnate, proprietari di animali domestici e case con pavimenti misti. I risultati migliori si ottengono comprendendo come questi dispositivi si muovono, puliscono e si mantengono, per poi abbinare queste caratteristiche al tuo ambiente. Questa guida spiega come funzionano gli aspirapolvere e lavapavimenti robot, quali caratteristichesono più importanti e come impostare una semplice routine che migliori le prestazioni di pulizia quotidiana su pavimenti duri, tappeti e aree molto frequentate.  Come funzionano i robot aspirapolvere e i pulitori per pavimenti  Aspirazione, Lavaggio, Navigazione e Sensori  Un robot aspirapolvere e lavapavimenti di solito combina aspirazione, spazzole rotanti, controllo dell’acqua e mappatura integrata per pulire i pavimenti seguendo un percorso organizzato....

Un aspirapolvere solidi-liquidi può pulire i pavimenti appiccicosi? 

di Redazione Napolitan
10 Ottobre, 2026
0

Sì, un aspirapolvere a umido/secco può pulire efficacemente i pavimenti appiccicosi se utilizzato nel modo corretto. I residui appiccicosi derivano solitamente da bevande rovesciate, grasso di cottura, sporcoportato dall’esterno, accumulo di sapone o da troppo detergente per pavimenti lasciato dopo il lavaggio. Un aspirapolvere a umido/secco aiuta allentando quello sporco, aspirando sia i liquidi che i detriti e lasciando meno residui rispetto ai tradizionali mocci che spesso tendono a spargere lo sporco. È particolarmente utile sui pavimenti duri sigillati, dove le fuoriuscite e la sporcizia tendono ad aderire alla superficie. La chiave è adattare il metodo di pulizia al tipo di sporco, usando la giusta quantità di acqua o soluzione e mantenendo la macchina dopo ogni utilizzo. Se fatto correttamente, è possibile eliminare l’appiccicosità, ridurre le striature e lasciare i pavimenti più puliti, freschi e sicuri su cui camminare.  Un aspirapolvere a umido/secco può pulire efficacemente i pavimenti appiccicosi?  Come la pulizia a umido e a...

Purezza dell’aria compressa: la norma ISO 8573 e gli standard di qualità industriale 

Purezza dell’aria compressa: la norma ISO 8573 e gli standard di qualità industriale 

di Redazione Napolitan
10 Ottobre, 2026
0

Perché la qualità dell'aria compressa è fondamentale  L'aria compressa è una risorsa indispensabile in numerosi processi industriali, ma la sua qualità...

Assegnata la scorta a Don Maurizio Patriciello

Caivano, consegnò un proiettile a don Patriciello durante la messa: condannato a tre anni

di Redazione Napolitan
9 Ottobre, 2026
0

Vittorio De Luca, 75 anni, è il suocero di Domenico Ciccarelli, ritenuto esponente di vertice del clan Ciccarelli-Sautto. Il Tribunale di...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?