• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 7 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

VIDEO-Non chiamatele “baby gang”, loro si definiscono “figli della strada”

Luciana Esposito di Luciana Esposito
24 Marzo, 2018
in Cronaca, In evidenza
0
Share on FacebookShare on Twitter
https://www.napolitan.it/wp-content/uploads/2018/03/unnamed-3-1.mp4

16729309_1474700292562254_4117211164961528484_n“Viviamo in un quartiere difficile, dove giudicarci è facile, ma noi siamo fieri di dove siamo e delle leggi della strada che ci hanno aiutato a crescere. Noi non siamo figli di mamma e papà, siamo figli della strada ecco la realtà… ed è qua che siamo nati ed è qua che vogliamo morire”: questo il verso che impazza sui profili social dei “figli della strada” di uno dei quartieri in cui si fa sentire forte la presenza di minori violenti. Versi che terminano con una firma, ancora più esplicita: “Ponticelli“, il nome del loro quartiere tra due siringhe, l’emoticon utilizzata per sottolineare il senso d’appartenenza, il legame di sangue, tra i membri della “banda” e il territorio in cui sono cresciuti e che “li ha cresciuti.”

ADVERTISEMENT

11001680_384355431736692_8898301543459454318_nPartire da Ponticelli ed “andare a fare danni altrove” per i “figli della strada” vuol dire onorare il quartiere, accrescerne il prestigio e la rispettabilità, marcando altri territori, lasciando quella firma “di sangue” quale segno del loro temibile passaggio.

La scuola la frequentano poco e male, così come confermano i continui errori grammaticali sfoggiati con disinvoltura sui social e se qualcuno glieli fa notare, con sfrontatezza ed irriverenza, precisano che “la loro scuola è la strada”.

“La vita di strada” è la chiave di tutto: scuola e palestra, laboratorio e teatro, vanto e fregio di ragazzi cresciuti nel segno e nel rispetto di regole ben precise. E’ così che diventano malavitosi anche i figli di famiglie oneste, perchè per strada, nelle terre in cui è forte l’egemonia della camorra, della povertà, del degrado e del disagio sociale, ci finiscono tanti ragazzi e per varie ragioni.
La povertà e il degrado che imperversano nelle terre di camorra rappresentano una delle ragioni più concrete che porta il modello malavitoso a guadagnare punti agli occhi dei “figli della strada”.

16507834_1825231197727717_6438779072795387023_nFedeltà verso “i fratelli fidati” – o meglio “e frat’ fidat'”- e la famiglia, dove per famiglia s’intende quello che nell’immaginario collettivo viene definito “baby gang”, poi ci sono l’onore – che nel gergo giovanile viene definito “la faccia” – da difendere con le unghie e con i denti e l’omertà, da imporre e rispettare sempre e comunque, a qualunque costo: queste le regole d’oro alle quali si ispirano “i figli della strada”, non a caso, le stesse impartite da mamma-camorra.

I figli di personaggi contigui alla malavita, insieme ai primi passi e ai primi vagiti, imparano a vivere di espedienti, sotterfugi e reati, puntando il dito contro tutto quello che nell’immaginario collettivo è sinonimo di legalità. Quei bambini sanno che devono essere sempre pronti ad avvisare “i grandi” quando intravedono una pattuglia e di loro “i grandi” si servono in tanti modi, soprattutto durante i blitz, quando la droga e le pistole non di rado vengono nascoste negli zainetti della scuola, tra libri e pastelli.

11933418_1033158583402285_5098440948428686391_nAbbandonano i banchi di scuola già dai primi anni: i dati dicono che i figli di genitori “a rischio”, fin dalle scuole elementari, nella migliore delle ipotesi, collezionano un numero importante di assenze. In molti casi, non terminano nemmeno le scuole medie. Tanto alle loro porte le assistenti sociali non bussano, per loro stessa e clamorosa ammissione: perchè temono il confronto/scontro con “quei genitori”.

E’ così che ai “figli della strada” viene negata la possibilità di conoscere “l’altra faccia del mondo”, la vera bellezza della vita e le mille altre opportunità che potrebbero disegnare un futuro diverso nei loro giorni, tutti uguali, tutti grigi. Grigi come i palazzi e il colore del fumo che, un tiro dopo l’altro, appanna la mente e incancrenisce il libero arbitrio: perchè è così che li vuole “la strada”.

Assuefatti, conniventi, poco lucidi.

16174824_1459397930778346_1593440105588382355_nI figli della strada crescono come alberi con i rami inariditi, perchè le loro radici non vengono innaffiate con i valori etici e morali sui quali si fonda la società civile, ma storpiati con le brutture di quel rocambolesco rovesciamento della medaglia dove “la strada” trasforma il male in bene e viceversa. In questo vicolo cieco, non è raro che ci finiscano anche ragazzini con una famiglia sana alle spalle, soprattutto in un momento storico come questo, dove non è scontato che due stipendi possano garantire una vita serena a un nucleo familiare. I genitori si fanno in quattro per non far mancare nulla ai figli e probabilmente si rendono conto troppo tardi che l’unica cosa di cui avevano bisogno era non perderli di vista per trasmettergli dei valori sani, imporgli delle regole sane.

Il benessere, la vita agiata, assicurati dallo spaccio di droga, dalle rapine e dai furti, li fa sentire dei “giganti” che sanno prendere a morsi la vita, a discapito degli “stupidi figli di papà” ai quali le scarpe griffate e lo smartphone più in voga viene garantito dalla solida posizione sociale dei genitori. Derubarli, picchiarli, terrorizzarli, per rivendicare la loro forza o semplicemente per il gusto di farlo, vuol dire agire nel rispetto della più antica delle “leggi della strada”, quella che vuole che a prevalere sia il più forte e che il povero rubi al ricco per “fare il mondo più onesto”, proprio come spiega O’ Track in una scena di “Gomorra”, dopo aver rubato il rolex ad un “figlio di buona famiglia”.

535139_483659978511202_623771251320014

19702405_1387700877952560_2929614254510056121_nGià, Gomorra. Sulla scia delle suggestioni che la serie prodotta da Sky ha consegnato ai “figli della strada”, il gergo non verbale di quei ragazzi ha acquisito “la scesa”: una vera e propria processione di “bande” di ragazzini in sella agli scooter, lungo le strade del rione o della zona che intendono marcare come “loro”, rivendicando un senso di appartenenza sfrontato, che “deve far paura”. Ragazzini che a volto scoperto, in pieno giorno, alla luce del sole, giocano a fare “i guappi”, nel rispetto di una moda, per servire un’ideale, per sentirsi parte di qualcosa di importante, come solo “il gruppo che comanda e che semina il panico in mezzo alla strada” sa esserlo. Figli di una realtà distorta, di una mentalità incapace di trovare una logica e un perchè nel mondo reale e nella società civile ed iklè per questo che tutte le volte che quei due mondi entrano in contatto, il risultato finale può essere soltanto uno: violenza cieca, devastazione, morte.

 

13442125_1222545471130261_2364449247633530548Poi ci sono le pistole esibite con orgoglio sui social, seppure a maneggiarle siano bambini piccolissimi: immagini crude e violente che passano inosservate, seppure visionate, cliccate e approvate con un “Like” da centinaia di utenti. Queste immagini rischiano pericolosamente di farci “abituare al fenomeno“, rischiando di indurci a smettere di percepirlo come tale, portandoci ad accettare e concepire come “normale” questo continuo dilagare di fotogrammi che mostrano bambini, ragazzini, giovani vite intente a professare il linguaggio dell’odio e a divulgare il “verbo della strada“.

Tags: baby gangcamorracriminalitàdispersioen scolasticafigli della stradagomorragomorra la serienapoli estperiferia di napoliponticellisceseviolenza
ADVERTISEMENT
Prec.

Maria Elisabetta Alberti Casellati: la prima donna presidente del Senato

Succ.

Sabato sera da… “Pizzeria Prisco”

Può interessarti

La famiglia Spasiano in marcia per Lorenzo: «Chiediamo verità e giustizia»
Da Sud a Sud

La famiglia Spasiano in marcia per Lorenzo: «Chiediamo verità e giustizia»

6 Ottobre, 2026
Agguato di camorra a Ponticelli: ucciso 29enne latitante affiliato al clan De Micco
Cronaca

Conocal, tre episodi in otto mesi: quando la violenza entra nelle case, nelle chat e nella vita dei più giovani

6 Ottobre, 2026
Ischia, arbitro 19enne colpito alla tempia da un mattone: 12 denunce
Cronaca

Ischia, arbitro 19enne colpito alla tempia da un mattone: 12 denunce

6 Ottobre, 2026
Ylenia Musella, le rivelazioni della consulenza medico-legale: uccisa da una sola coltellata in pochi secondi
Cronaca

Conocal, otto mesi dopo Ylenia Musella ancora violenza tra fratelli: 15enne accoltella il fratello

6 Ottobre, 2026
L’agguato ai D’Amico potrebbe essere “la prova di fedeltà” del parente traditore
Cronaca

Lite tra fratelli sfociata nel sangue nel Conocal: 20enne in fin di vita accoltellato dalla sorella

5 Ottobre, 2026
Ponticelli: arrestato spacciatore dopo un inseguimento, denunciata la moglie
Cronaca

Ponticelli: 20enne accoltellato nel rione Conocal

5 Ottobre, 2026
Succ.
Sabato sera da… “Pizzeria Prisco”

Sabato sera da... "Pizzeria Prisco"

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

La famiglia Spasiano in marcia per Lorenzo: «Chiediamo verità e giustizia»

La famiglia Spasiano in marcia per Lorenzo: «Chiediamo verità e giustizia»

di Redazione Napolitan
6 Ottobre, 2026
0

L’8 ottobre a Scampia la marcia “Napoli Città Anticamorra”. Ci sarà anche la famiglia di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso...

Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità per l’infortunio nel rogo del Constellation

Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità per l’infortunio nel rogo del Constellation

di Redazione Napolitan
6 Ottobre, 2026
0

La proprietaria del locale potrebbe ricevere un'indennità giornaliera per la perdita di guadagno legata ai danni alla salute riportati nell'incendio...

Aumento carburante: cosa fare per risparmiare

Carburanti, finisce lo sconto: il gasolio rincara di 6,1 centesimi

di Redazione Napolitan
6 Ottobre, 2026
0

Da oggi, 6 ottobre, termina l’ultimo taglio fiscale sul diesel. Il decreto sulle accise mobili non è ancora in Gazzetta....

Casal di Principe dedica una piazza a Bud Spencer: «Quelli buoni vincono sempre»

Casal di Principe dedica una piazza a Bud Spencer: «Quelli buoni vincono sempre»

di Redazione Napolitan
6 Ottobre, 2026
0

Il 9 ottobre l'inaugurazione di Piazza Carlo Pedersoli, uno spazio restituito alla comunità e alla socialità. Un omaggio al campione...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?