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26 febbraio 2014: la camorra uccide Vincenzo Ferrante, vittima innocente della criminalità

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
26 Febbraio, 2017
in Da Sud a Sud, In evidenza
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Ucciso per errore: padre accorso mentre killer sparavano Un agguato che ricorda moltissimo quello raccontato nella prima scena di Gomorra, il film ispirato al libro di Roberto Saviano e che si apre con un raid di matrice camorristica messo a segno in un centro estetico.

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Muoiono così Ciro Casone e Vincenzo Ferrante.

Vincenzo è un giovane operaio di 29 anni e non aveva alcun rapporto con la criminalità organizzata. Gli inquirenti sono convinti che sia stato scambiato per un’altra persona, probabilmente per il guardaspalle di Ciro Casone, il 57enne gregario del clan Moccia, che ha perso la vita nello stesso agguato.

I due obiettivi, infatti, erano proprio Casone e il suo guardaspalle, ma i sicari, entrati in azione col volto coperto da un casco, hanno confuso Ferrante per quest’ultimo e l’hanno ucciso sul colpo.

Il tutto, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è avvenuto in una manciata di secondi. I sicari sapevano che lì si trovavano i due obiettivi e nessun’altra persona al di fuori di loro è rimasta ferita nell’agguato. Per i due giovani non c’è stato nulla da fare, all’arrivo dei soccorsi erano già deceduti.

In quel centro estetico di via Luigi Rocco ad Arzano, in provincia di Napoli, Vincenzo Ferrante stava aspettando l’estetista per farsi le sopracciglia.

I killer lo scambiano per il guardaspalle del boss, mentre è soltanto un operaio, padre di famiglia di due bambini piccoli, per giunta. Il guardaspalle vero, appena sente gli spari, anziché adempiere alle sue mansioni e proteggere il suo “datore di lavoro” si è dato alla fuga, di fatto consegnando, all’equivoco e alla morte di una vittima innocente. Perché Vincenzo Ferrante, esce dal box quando sente gli spari. Vede i sicari, cerca di scappare e ucciso con due colpi di pistola alla schiena e alla testa. Vincenzo Ferrante in quel centro estetico ci andava spesso, era conoscente della titolare che però è anche la nipote del boss. I killer stavano aspettando Casone davanti al solarium. Il guardaspalle fugge, la moglie del boss reagisce per difendere il marito e viene colpita a una tempia con il calcio della pistola. A quel punto Casone, nella fuga, cerca rifugio nel solarium da dove era appena uscito, ma viene inseguito e ammazzato. Ferrante è ancora in attesa dell’estetista per definire le sopracciglia, ma sente gli spari ed esce dal box. Si ritrova i sicari di fronte. Che sono certi si tratti dell’angelo custode del boss. E lo freddano. Su Facebook, la sorella scrive tutto il suo dolore: “Non so come faremo senza di te, sei l’angelo più bello del paradiso, non mi sembra vero tutto questo per uno sbaglio bastardo…”.

Tags: agguatoarzanocentro esteticoclan mocciagomorranapolivincenzo ferrantevittima innocente della criminalità
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