• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
giovedì, 7 Maggio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Lotto O di Ponticelli: ecco come la polizia sgominò la piazza di spaccio nel palazzo-bunker

Luciana Esposito di Luciana Esposito
6 Ottobre, 2022
in In evidenza, News
0
Lotto O di Ponticelli: ecco come la polizia sgominò la piazza di spaccio nel palazzo-bunker
Share on FacebookShare on Twitter

80194195In un tempo non molto lontano, il Lotto O di Ponticelli era il quartier generale di un clan che proprio tra i palazzoni grigi del rione ha iniziato a muovere i primi passi nel contesto camorristico.

ADVERTISEMENT

Il clan De Luca Bossa, fondato da Antonio De Luca Bossa, detto ‘o sicco, per la sua corporatura snella, nacque in opposizione al sodalizio camorristico Mazzarella-Misso-Sarno.

‘O Sicco iniziò la sua carriera criminale come spietato killer del clan Sarno e successivamente decise di creare un suo quartier generale nel Lotto 0 di Ponticelli, tra quelle stesse strade che inneggiano all’antica cultura greco-romana: “via Cleopatra”, “via dei mosaici”, “via dei bronzi di Riace”.

La scissione dei de Luca Bossa dai Sarno, diede luogo a una sanguinaria faida di camorra, culminata in una serie di feroci omicidi.

Erano gli anni 90’ quando, in seguito all’occupazione delle case del Lotto O, il clan De Luca Bossa prese il controllo del rione.

Durante gli anni in cui il clan Sarno iniziò a vacillare, i De Luca Bossa impostarono nella loro roccaforte, il Lotto O di Ponticelli, una delle piazze di spaccio più prolifere della storia della Periferia orientale di Napoli.

La piazza di droga esisteva dapprima, ma non era così organizzata e gettonata, cosa che avvenne in seguito all’avvento della famiglia Solla che, all’interno del plesso P4, trasformò il palazzo in cui viveva in un bunker dal quale gestire lo spaccio di droga. Così, la famiglia Solla, direttamente dal suo appartamento, controllava che tutto procedesse alla perfezione.

Un business sgominato da un’operazione brillantemente condotta dal reparto di Polizia investigativa del commissariato di Polizia di Ponticelli che portò non solo al sequestro della droga, ma anche delle armi rinvenute tra i vani dei palazzi, oltre che all’arresto dei gregari che gestivano la piazza di spaccio.

Già, nelle intercapedini ricavate tra un gradino e l’altro, non di rado, i clan depositano pistole e kalashnikov. Un nascondiglio sicuro e pratico che assicura la presenza di armi facilmente reperibili in situazioni di emergenza.

Un’indagine, quella che ha portato alla decapitazione della piazza di spaccio più consistente della storia del Lotto O di Ponticelli, supportata dalle immagini fornite da diverse telecamere collocate in postazioni utili a “spiare” quanto avveniva dentro e fuori la palazzina-bunker: una telecamera nascosta all’interno del neon che illuminava l’androne del palazzo, oltre a quelle esterne, collocate in diversi punti strategici del rione e delle strade adiacenti.

15146610672_2f47e7d598_b

Da uno dei filmati al vaglio degli inquirenti, trapela che una delle sentinelle della piazza di spaccio, può aver intravisto una delle telecamere: guarda con insistenza proprio in quella direzione, poi la indica ad un altro affiliato. I due parlottano per un po’, per poi tornare tranquillamente a piantonare la piazza. Forse, il clan sapeva di essere finito nel mirino degli inquirenti, ma seguitava a spacciare, nella falsa convinzione di essere “più forte” dello Stato.

Quest’ultima è una delle immagini meno inquietanti raccontate da quei filmati: la mole di auto e motorini che giungono nei pressi del bunker per acquistare droga è impressionante. Ragazzi e uomini di tutti i tipi: incravattati e disperati, indistintamente accomunati da quel “vizietto” da appagare.

Il controllo e la gestione della piazza avvenivano attraverso un’attività ben organizzata: gli uomini del clan tenevano un briefing prima di iniziare a lavorare e, poi, le quattro vedette si dividevano la zona da piantonare.

Due porte blindate, una interna al palazzo, l’altra esterna, una sorta di portone sostitutivo che letteralmente isolava il plesso, nella porzione della palazzina collocata pressoché di fronte agli uffici del Giudice di Pace di Barra e che guarda verso viale della villa Romana.

21371596662_a025ca2604_b

Due porte blindate che impossibilitavano l’accesso a chiunque all’interno dell’edificio, comprese le persone che ci vivevano e che, per uscire ed entrare dal palazzo, dovevano attendere che gli uomini del clan gli aprissero le porte blindate. Clamoroso, ma vero. Nelle terre in cui l’egemonia della camorra dilaga, tutto è possibile. Soprattutto che gli interessi del clan primeggino sulle ordinarie esigenze dei civili.

Il reparto di polizia investigativa di Ponticelli, nel 2008 sgominò quella piazza di spaccio conducendo un’operazione che portava gli agenti coinvolti ad alternarsi nella copertura di turni che iniziavano al calar del sole e si protraevano fino a tarda notte: si appostavano per piantonare la piazza e carpirne il modus operandi, le abitudini, oltre che individuare i volti degli affiliati e dei clienti abituali. La droga da smerciare, invece, veniva consegnata da un’intercapedine ricavata sull’altra facciata del palazzo, quella che costeggia via Cleopatra.

Gli uomini del reparto di polizia investigativa di Ponticelli per portare al termine quell’operazione si servirono dell’articolo 98 che permette di applicare l’arresto ritardato, il medesimo provvedimento che adottarono nell’ambito di un’analoga operazione condotta nel Rione De Gasperi. Gli agenti di Ponticelli furono tra i primi – se non i primi – in Italia a servirsi dell’articolo 98 per condurre un’operazione di polizia.

Quell’operazione che ha portato all’arresto di tutti gli uomini coinvolti nello spaccio di stupefacenti fu studiata nei minimi dettagli per evitare sbavature: un gruppo di agenti cinturava il rione per evitare la fuga dei gregari, mentre a un altro gruppo spettava il compito di scardinare nel minor tempo possibile le due porte blindate e bloccare gli uomini all’interno della piazza, un altro gruppo ancora doveva salire immediatamente nell’appartamento dei Solla.

Li chiamavano “’e mosc’”, ovvero, “le mosche”: questa la parola in codice che gli uomini del clan utilizzavano per segnalare l’ingresso delle forze dell’ordine nel Rione.

215345401-32475e8a-ceee-447a-92e7-2320adae0bc6

Fischi, messaggi in codice, segnali che preannunciano l’imminente “pericolo”: schemi, mimica, gestualità e dialettica ben definite che insegnano che la camorra non lascia nulla al caso.

Tra i grigi palazzoni del Lotto O di Ponticelli, oggi, serpeggia nuovamente l’incubo dello spaccio di droga.

Nell’era del 2.0, anche la camorra ha imparato a servirsi della tecnologia moderna per fare “meno rumore”.

È cambiato il modo di comunicare, ma non il contenuto del messaggio da diramare.

È cambiato il modo di agire, ma non la natura della sostanza da smerciare.

Tags: antonio de luca bossaclan de luca bossaclan sarnocommissariato di ponticellidrogafamiglia sollalotto Onapoli esto siccopiazza di drogapiazza di spaccioplesso p4poliziaponticellivia cleopatraviale della metamorfosi
ADVERTISEMENT
Prec.

Omicidio Melania:Parolisi in lacrime, ‘voglio vedere mia figlia’

Succ.

I vesuvietti di Chalet Ciro: un elogio al territorio e al patrimonio gastronomico partenopeo

Può interessarti

Bambini tolti alla famiglia che vive nel bosco: cos’è accaduto in provincia di Chieti
News

Famiglia nel bosco, la figlia più piccola ricoverata: esplode il caso tra i garanti

6 Maggio, 2026
Manovra 2024: prezzi delle sigarette in aumento già da gennaio
News

Sigarette, verso il maxi aumento: proposta una tassa da 5 euro a pacchetto

6 Maggio, 2026
Nuove truffe ai danni degli anziani, fenomeno in escalation
News

Tasse, maggio è il mese delle scadenze fiscali: tutte le date da segnare per evitare sanzioni

6 Maggio, 2026
“Vivere a Ponticelli non è una colpa”: il grido degli amici di Fabio Ascione, il 20enne ucciso un mese fa
Cronaca

“Vivere a Ponticelli non è una colpa”: il grido degli amici di Fabio Ascione, il 20enne ucciso un mese fa

6 Maggio, 2026
Campania, acque sotterranee contaminate da sostanze cancerogene: scatta l’allerta sanitaria
In evidenza

Campania, acque sotterranee contaminate da sostanze cancerogene: scatta l’allerta sanitaria

6 Maggio, 2026
Torre Annunziata, giù Palazzo Fienga: crolla il simbolo della camorra, ma esplode lo scontro istituzionale
Cronaca

Torre Annunziata, giù Palazzo Fienga: crolla il simbolo della camorra, ma esplode lo scontro istituzionale

6 Maggio, 2026
Succ.
I vesuvietti di Chalet Ciro: un elogio al territorio e al patrimonio gastronomico partenopeo

I vesuvietti di Chalet Ciro: un elogio al territorio e al patrimonio gastronomico partenopeo

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Bambini tolti alla famiglia che vive nel bosco: cos’è accaduto in provincia di Chieti

Famiglia nel bosco, la figlia più piccola ricoverata: esplode il caso tra i garanti

di Redazione Napolitan
6 Maggio, 2026
0

La storia della cosiddetta “famiglia nel bosco” continua a far discutere e ad alimentare un acceso confronto tra opinione pubblica,...

Manovra 2024: prezzi delle sigarette in aumento già da gennaio

Sigarette, verso il maxi aumento: proposta una tassa da 5 euro a pacchetto

di Redazione Napolitan
6 Maggio, 2026
0

Potrebbe arrivare una svolta drastica nel costo delle sigarette e degli altri prodotti da fumo. È questa l’idea al centro...

Nuove truffe ai danni degli anziani, fenomeno in escalation

Tasse, maggio è il mese delle scadenze fiscali: tutte le date da segnare per evitare sanzioni

di Redazione Napolitan
6 Maggio, 2026
0

Maggio è uno dei mesi più intensi dell’anno per contribuenti, partite IVA, imprese e lavoratori dipendenti. Nel calendario fiscale italiano,...

“Vivere a Ponticelli non è una colpa”: il grido degli amici di Fabio Ascione, il 20enne ucciso un mese fa

“Vivere a Ponticelli non è una colpa”: il grido degli amici di Fabio Ascione, il 20enne ucciso un mese fa

di Luciana Esposito
6 Maggio, 2026
0

Nel dolore che resta dopo una morte ingiusta, a volte sono le parole dei più giovani a rompere il silenzio...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?