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Omicidio Fortuna Loffredo: la testimonianza delle amichette di Chicca

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
20 Maggio, 2016
in Cronaca
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Giallo di Caivano: possibile svolta nell’omicidio della piccola Fortuna
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disegniNel corso della prima udienza dell’incidente probatorio, chiesto dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord al gip nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Fortuna Loffredo è stata ascoltata la più piccola delle sorelle di Antonio Giglio.

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La piccola ha raccontato ancora una volta le violenze sessuali subìte da lei e dalle altre due figlie di Marianna Fabozzi.

Durante la prima udienza è stata ascoltata la vittima più piccola, di appena 4 anni, successivamente è stata la volta della bimba di 6 anni e infine la supertestimone di 11 anni, l’amica del cuore di Fortuna e primogenita di Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo, indagato per l’omicidio della piccola e per le violenze sessuali a cui avrebbe costretto sia le tre figlie della convivente che la piccola Fortuna.

Secondo la procura è stato Caputo a scaraventare la bambina di 6 anni dall’ottavo piano dell’isolato 3 del Parco Verde perché la bambina si era ribellata ai continui abusi. Ad accusarlo proprio i racconti delle tre figlie della convivente.

Le tre bambine avevano già parlato con gli inquirenti lo scorso dicembre. Si trovavano già nella casa famiglia dove sono state accolte il 24 settembre 2015, su disposizione dei Servizi sociali del Comune di Caivano. Erano già fuori dal contesto del Parco Verde, il macabro ed omertoso teatro che aveva accolto quegli abusi e nel quale avevano subìto anche pressioni affinché non rilevassero nulla sulle violenze e sulla morte di Fortuna.

Proprio la più piccola delle bimbe nel disegnare Raimondo Caputo, aveva raffigurato sul suo volto delle strisce che chiamava serpenti, precisando che “tutti gli uomini hanno serpenti”.

Davanti a palazzo di giustizia si sono registrati momenti di tensione tra una troupe televisiva e alcuni parenti di Raimondo Caputo, mentre la mamma di Fortuna, Domenica Guardato ha chiesto “giustizia per la mia Chicca” e ha accusato Caputo e la compagna Marianna Fabozzi: “Non la perdonerò mai – ha dichiarato – lei ha ancora le sue figlie. La mia, invece, l’hanno uccisa. Avrei preferito un milione di volte averla su una sedia a rotelle, ma sono costretta a portarle fiori sulla sua tomba”.

Nei prossimi giorni si conosceranno le ragioni che hanno motivato la decisione del Tribunale del Riesame. Respinta la richiesta di scarcerazione presentata dal difensore di Raimondo Caputo, l’avvocato Salvatore Di Mezza, che aveva sostenuto che la principale accusatrice dell’indagato era l’amica del cuore di Chicca, seguita da circa quattro anni da un docente di sostegno e per questo, secondo la difesa, non attendibile. Una tesi bocciata dal Tribunale che ha invece sostenuto quanto affermato dal procuratore aggiunto Domenico Airoma e dal pubblico ministero Claudia Maone, per i quali quelle dichiarazioni rese a più di un anno dall’omicidio di Fortuna hanno il valore di una prova.

Anche oggi l’avvocato di Mezza ha ribadito la posizione della difesa: “Contro il mio assistito ci sono solo prove indiziarie”. E dopo l’interrogatorio: “Il mio assistito è rimasto sbalordito dalle risposte che la bimba ha dato al gip attraverso la psicologa”.

 

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