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Ventuno anni fa l’addio a Mia Martini, voce simbolo della canzone italiana

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
12 Maggio, 2016
in In evidenza, Musica
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Ventuno anni fa l’addio a Mia Martini, voce simbolo della canzone italiana
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Ventuno anni fa, il 12 maggio 1995, moriva a soli 47 anni, Mia Martini, straordinaria voce della canzone italiana.

Quella della cantante, è stata un’esperienza umana ed artistica drammatica e controversa, fatta di grandi successi ma anche di momenti difficili.

Nata a Bagnara Calabra da genitori insegnanti, Mimì Bertè era cresciuta con la madre e le tre sorelle: Loredana, che diventerà anche lei cantante di successo, Leda e Olivia. La musica è stata la compagna di sempre nella vita della Martini, quella che non l’ha mai abbandonata.

Come anticipato, la sua fu un esistenza molto travagliata: già agli inizi, quando ancora era Mimì Bertè, il 19 agosto del 1969, a 21 anni, venne arrestata perché in possesso di 35 mg di droghe leggere. Scontò quattro mesi di carcere a Tempio Pausania, in provincia di Sassari. Fu un periodo che la segnò in modo indelebile, ma fu proprio mediante questo dramma che ritrovò suo padre e il rapporto con lui, che se ne era andato di casa quando lei aveva solo 11 anni.

Al di là del suo timbro vocale unico, Mia Martini è stata tanto amata, e lo è tuttora, proprio per la sua capacità interpretativa. Era la cantante stessa a sostenere che “Il segreto di una grande interprete non è avere una bella voce, l’importante è capire esattamente il senso della gioia o del dolore che stai raccontando, perché nelle canzoni si interpreta sempre un’emozione o una qualsiasi specie d’amore per qualcosa, e se non sai cosa vuol dire “soffrire” non puoi sapere cosa vuol dire “amare”, per cui è questo il segreto: il saper dire le cose sentendole”.

Impossibile infatti non emozionarsi, e trovarsi in empatia ascoltando brani come “Almeno tu nell’universo”, “E non finisce mica il cielo” o “Gli uomini non cambiano” insieme all’intramontabile “Minuetto”.

Ricordiamo poi che fu suo il primo concept album firmato al femminile: “Oltre la collina” (1971) che ha come filo conduttore del disco la solitudine e la disperazione giovanile, tema all’avanguardia nell’Italia degli anni Settanta, soprattutto per una donna.

Mimì, già avanti per i tempi, incise come primo singolo “Padre Davvero” che racconta il conflitto generazionale tra padre e figlia. Mia Martini è stata inoltre anche una delle prime cantanti italiane ad avere carattere internazionale; i suoi dischi iniziarono infatti ad essere regolarmente distribuiti anche in Paesi come Spagna, Francia, Germania e Giappone e lei stessa fece molte versioni straniere delle sue canzoni e successi come “Piccolo Uomo” e “Donna Sola” che divennero per la Germania “Auf der Welt” e “Einsam”.

Per non parlare poi dell’altrettanto indimenticabile duetto con Roberto Murolo “Cu’mme”, fino a quel 12 maggio del 1995, quando il suo corpo senza vita viene ritrovato nella casa di Varese. Se ne va così Mia, «la donna del Sud più antico, e la ragazza rivoluzionaria che guarda a Janis Joplin e a Jim Morrison», come sarà definita da Aldo Nove.

Per ricordarla, tra le tante iniziative, vanno segnalati la mostra e il libro “Mia Martini. L’ultima occasione per vivere”, alla Wall of Sound Gallery di Alba fino al 14 giugno, omaggio a Mimì di fotografi come Guido Harari, Mauro Balletti e Cesare Monti.

Tags: anniversariocantanteinterpreteMia Martinimusica italiana
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