• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
venerdì, 15 Maggio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Salvatore Puccinelli, detto “Straccetta”: “il boss della droga” del Rione Traiano

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
22 Settembre, 2015
in Cronaca, In evidenza
0
Salvatore Puccinelli, detto “Straccetta”: “il boss della droga” del Rione Traiano
Share on FacebookShare on Twitter

imageSalvatore Puccinelli, detto Straccetta è il boss della droga che muove le redini di uno dei due clan che dissemina terrore e spari lungo le strade del rione Traiano per conquistare il controllo del traffico degli stupefacenti. E non solo.

ADVERTISEMENT

Pucciarelli, condannato nel 2011 alla detenzione fino al 2051per associazione a delinquere di stampo mafioso, ha evitato il carcere perché malato. Arrivato a Montesilvano ha ripreso a fare ciò che ha sempre fatto: il boss della droga.

Perché Totore Straccetta non è un delinquente qualsiasi. Puccinelli è uno dei capi della famiglia che domina il quartiere napoletano di Traiano. Un clan a cui la camorra ha affidato l’esclusiva dello spaccio di stupefacenti in tutta la periferia ovest della città. Chi ha gestito lo spaccio in un’area che conta più di mezzo milione di persone, non ha avuto difficoltà a ripartire dalla tranquilla costa pescarese. Anche perché ha pochi scrupoli e a Napoli ha conquistato la leadership con una scia di sangue senza fine. Una serie di morti tra cui c’è anche un bambino di 11 anni: vittima innocente di una sparatoria tra clan in guerra.

Era il 21 luglio 1991 a Soccavo, quartiere periferico di Napoli, Fabio De Pandi, un ragazzino di 11 anni stava rincasando con la famiglia dopo una visita ad amici nel Rione Traiano, quando, mentre saliva in auto, è colpito alla schiena da un proiettile vagante. A pochi metri di distanza dall’auto della famiglia De Pandi, due clan camorristici rivali si davano battaglia per il controllo degli affari illeciti. Durante un breve inseguimento sparano dei colpi, uno dei quali colpisce il piccolo. “Mamma, mi fa male il braccio”: Fabio ha avuto sol il tempo di pronunciare queste parole e poi ha perso conoscenza. Immediatamente accompagnato all’ospedale più vicino, Fabio muore dissanguato durante il trasporto: la pallottola gli aveva trapassato il braccio e penetrata nel torace, gli aveva leso gli organi vitali.

slide_6

Un commando del clan Puccinelli, composto da quattro persone, sparò all’impazzata con lo scopo di colpire un esponente del clan rivale dei Perrella. Uno di quei proiettili ammazzò Fabio.

Una delle macchie più riprovevoli che contamina il curriculum di un “camorrista vero”, la cui carriera criminale comincia negli anni ’80, quando diventa il boss del Rione Traiano. Arriva alla guida del quartiere dopo aver fatto per anni da gregario a un altro camorrista: Umberto Ammaturo. Nel rione Traiano opera anche un’altra famiglia, quella dei Perrella. I due clan all’inizio si alleano e per 10 anni gestiscono lo spaccio di droga nella zona Flegrea. Un traffico di stupefacenti enorme che fa entrare nelle casse della camorra miliardi di vecchie lire. I soldi sono la forza dei due clan uniti, ma sono anche la causa della loro lite. I Perrella e i Puccinelli non litigano per la spartizione dei proventi della droga. Ma per la spartizione del bottino di un furto, consequenziale ad un colpo messo a segno nella casa del console del Belgio, in via Carducci, una delle zona più facoltose di Napoli. Il bottino è pesante: 13 pietre preziose e una collezioni di dipinti del’700 valutata un miliardo. Una marea di soldi che fa gola ad ambedue i due clan. Scoppia la guerra di camorra e nel Rione, allora come ora, si susseguono gli omicidi: cinque in meno di un anno.

Quando Salvatore Puccinelli entra in carcere, insieme a lui c’è anche il capo del clan rivale: Mario Perrella e altri cinque tra killer e gregari. La macchina della giustizia non si ferma e un anno dopo viene arrestata anche Angela Savarese, ancora oggi compagna di Straccetta. L’assedio delle forze dell’ordine si fa asfissiante, ma alla fine favorisce i Puccinelli. Troppi i Perrella finiti in carcere o morti ammazzati per strada e il clan di Totore, che nel frattempo ha lasciato la guida operativa ai fratelli Carmine e Ciro, vince la guerra. Comincia così un altro periodo d’oro. I Puccinelli si alleano con uno dei maggiori clan di Napoli, i Mazzarella, che concedono alla famiglia di Salvatore l’esclusiva del traffico di droga nella periferia ovest della città. Diventano così forti da farsi promotori di un’alleanza con le altre organizzazioni che operano nella loro zona. Il risultato è la nascita della Nuova mafia Flegrea. L’esordio della nuova organizzazione fa però scoppiare un’altra faida con il clan Grimaldi. E alla guerra di Camorra si aggiunge l’opera di polizia e carabinieri. Così i fratelli Puccinelli perdono potere, ma sono comunque influenti. Restano infatti leader nell’import-export di stupefacenti.

Salvatore Puccinelli ricopre un ruolo defilato, anche perché cominciano ad arrivare le condanne. La sentenza definitiva arriva nel 2006, ma il boss riesce a evitare il carcere sfruttando la legge e la sua malattia. Dopo che i medici certificano la sua patologia, il giudice gli concede l’obbligo di dimora. È a questo punto che Puccinelli opera la scelta che lo lega all’Abruzzo. Una scelta che può essere una chiave di lettura delle possibili infiltrazioni della camorra in terra abruzzese.

Una ruota che gira ripetendo e propinando le medesime e scriteriate dinamiche, esponendo i cittadini agli stessi pericoli, nel rispetto delle solite regole e per rincorrere puntualmente i medesimi obiettivi: questo è la camorra.

Da sempre.

 

Tags: . napoliabruzzoboss della drogaclandrogafabio de pandifuorigrottapescararione traianosalvatore puccinellispacciostraccetta
ADVERTISEMENT
Prec.

“Storie dal mondo dell’amnè”: un volo a braccia aperte verso il vuoto

Succ.

Voci, illazioni ed ipotesi investigative sulla latitanza del capo dei baby-camorristi

Può interessarti

Pestato per oltre venti minuti nel carcere di Bellizzi Irpino: 26enne di Barra morì dopo mesi di agonia
Cronaca

Pestato per oltre venti minuti nel carcere di Bellizzi Irpino: 26enne di Barra morì dopo mesi di agonia

14 Maggio, 2026
Sequestrato il cantiere nella villa di Sting a Massa Lubrense: irregolarità sulla sicurezza sul lavoro
Cronaca

Sequestrato il cantiere nella villa di Sting a Massa Lubrense: irregolarità sulla sicurezza sul lavoro

14 Maggio, 2026
Bracciante ucciso da una baby gang mentre andava al lavoro
Cronaca

Bracciante ucciso da una baby gang mentre andava al lavoro

14 Maggio, 2026
Rosario Coppola, 52enne ucciso ad Arzano: possibile vittima di uno scambio di persona
Cronaca

Rosario Coppola, l’imbianchino ucciso per errore ad Arzano: la storia dell’ennesima vittima innocente

14 Maggio, 2026
Minacce alla figlia di Giorgia Meloni: identificato il docente autore del post 
Cronaca

Prof napoletano autore del post contro la figlia di Meloni tenta il suicidio: si è lanciato dal balcone

14 Maggio, 2026
VIDEO-Arzano: arrestate 17 persone per l’omicidio di un innocente e le estorsioni per i detenuti
Cronaca

VIDEO-Arzano: arrestate 17 persone per l’omicidio di un innocente e le estorsioni per i detenuti

14 Maggio, 2026
Succ.
I messaggi in codice della Camorra

Voci, illazioni ed ipotesi investigative sulla latitanza del capo dei baby-camorristi

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Isola di La Maddalena: le cale più belle da visitare 

Isola di La Maddalena: le cale più belle da visitare 

di Redazione Napolitan
14 Maggio, 2026
0

Perché l’Isola di La Maddalena è famosa per le sue cale  L’Isola di La Maddalena concentra in pochi chilometri un...

Pestato per oltre venti minuti nel carcere di Bellizzi Irpino: 26enne di Barra morì dopo mesi di agonia

Pestato per oltre venti minuti nel carcere di Bellizzi Irpino: 26enne di Barra morì dopo mesi di agonia

di Redazione Napolitan
14 Maggio, 2026
0

Un pestaggio brutale durato oltre venti minuti, consumato all’interno del carcere di Bellizzi Irpino, ad Avellino. Poi il coma, il...

Sequestrato il cantiere nella villa di Sting a Massa Lubrense: irregolarità sulla sicurezza sul lavoro

Sequestrato il cantiere nella villa di Sting a Massa Lubrense: irregolarità sulla sicurezza sul lavoro

di Redazione Napolitan
14 Maggio, 2026
0

Controlli dei Carabinieri nella villa di proprietà di Sting a Massa Lubrense, nel cuore della Penisola Sorrentina. I militari della stazione locale, insieme...

Chi era Bakari Sako, il bracciante ucciso a Taranto da una baby gang mentre andava al lavoro

Chi era Bakari Sako, il bracciante ucciso a Taranto da una baby gang mentre andava al lavoro

di Redazione Napolitan
14 Maggio, 2026
0

Bakari Sako aveva 35 anni ed era originario del Mali. Da circa dieci anni viveva in Italia, dove aveva costruito...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?