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Napoli, maxiretata contro i clan del centro storico: 40 arresti

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
18 Settembre, 2015
in Cronaca, In evidenza
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Napoli, maxiretata contro i clan del centro storico: 40 arresti
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camorra-150918063704La giornata odierna si apre con una fitta ed estesa operazione delle forze dell’ordine finalizzata ad infliggere una dura stangata alla criminalità organizzata.

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Tra i quartieri spagnoli ed altre città italiane sono fin qui all’incirca quaranta le persone tratte in arresto, presunte affiliate e vicine a clan attivi nel centro storico cittadino. I destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, ricettazione, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivi d’armi comuni e da guerra.

Tra le persone arrestate ci sono anche titolari di noti esercizi commerciali napoletani. Difatti, uno dei sistemi che sembra trovare sempre più applicazione tra le briglie dell’organizzazione delle attività criminali, il binomio camorra-commercianti/imprenditori è tra le soluzioni più quotate, non solo per il riciclaggio di denaro, ma anche per fornire una “comoda” copertura alla pratica di traffici ed attività di tipo illecito di vario genere.

L’operazione è condotta dai carabinieri di Napoli; l’ordinanza di custodia cautelare è stata richiesta dalla locale Direzione distrettuale antimafia ed emessa dal gip partenopeo.

Intanto, non si ha più nessuna notizia del super-latitante Pasquale Sibillo, detto Lino, capo del clan dei baby-camorristi, ricercato dallo scorso 2 luglio. Si nasconde tra il centro storico e la periferia est della città, in più di un’occasione le forze dell’ordine si sono trovate a un passo dalla cattura, ma Sibillo è sempre riuscito a fuggire giusto in tempo per schivare l’arresto. Eppure, il momento storico, sempre più concitato, che la città sta vivendo per effetto di quella guerra sorta proprio in seguito alla ribellione del clan del quale è a capo, impone la sua presenza tra i soldati della giovane organizzazione. Si sono ribellati ai “vecchi capi” e quello che anima gli spari e le morti sortite da quella pioggia di agguati, impietosamente grondaia su Napoli a più riprese, è il desiderio di “prendersi tutto” covato da questi giovani, pronti a tutto pur di centrare l’obiettivo.

Il controllo delle piazze di spaccio, delle attività di estorsione e racket e di tutte le altre pratiche illecite che notoriamente rifocillano le casse della camorra: a questo mira la paranza dei bimbi. E, soprattutto, quei ragazzi desiderano conquistare lo scettro del potere per poter rivendicare a voce alta quel diktat che rappresenta il motivo di vanto più appagante per un camorrista: “Qua comandiamo noi!”

Tags: #arresticamorracentro storicoclan dei baby camorristicommerciantioperazione anticamorraparanza dei bimbipasquale sibilloquartieri spagnoli
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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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